Dissalazione: obiettivo 1 milione di metri cubi d’acqua al giorno

Nuove prospettive per la gestione idrica nazionale

La siccità spinge l’Italia a investire nella dissalazione, con un’accelerazione significativa prevista entro la fine del decennio. Il settore, pur presentando margini di miglioramento, si afferma come una tra le priorità definite strategiche per affrontare la crisi idrica, posizionando il nostro Paese ai vertici europei.

dissalazione
Foto di Sergei Wing su Unsplash.

Dissalazione: traguardi attesi al 2030

Secondo le stime di The European House Ambrosetti (Teha), l’Italia è destinata a raggiungere una capacità produttiva di acqua dissalata di 1 milione di metri cubi al giorno entro il 2030. Questo dato rappresenta un raddoppio rispetto al 2010 e una crescita media annua del 6%, che evidenzia un rinnovato interesse per questa risorsa. Nonostante non esista ancora un obiettivo nazionale di capacità produttiva, il Decreto Siccità del giugno 2023 ha segnato una svolta, semplificando le procedure burocratiche per la costruzione di nuovi impianti e inserendo la dissalazione tra le priorità strategiche del governo.

L’Italia si posiziona attualmente tra i primi 30 Paesi al mondo per produzione di acqua dissalata, con una capacità di circa 700.000 metri cubi al giorno. A livello europeo, si colloca al secondo posto, subito dopo la Spagna, contribuendo per quasi l’8% alla produzione totale dell’Unione. Tuttavia, Teha evidenzia che il quadro normativo subordina ancora la realizzazione di nuovi impianti a una comprovata carenza idrica e all’assenza di fonti alternative economicamente sostenibili.

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Impianti obsoleti e progetti futuri

Un’analisi ha rivelato che la maggior parte degli impianti di dissalazione italiani è di piccole dimensioni, spesso con una capacità inferiore ai 1.000 metri cubi al giorno. Inoltre, circa la metà delle strutture è stata costruita prima del 2000, rendendo urgenti interventi di ammodernamento e ristrutturazione per garantire maggiore efficienza e sostenibilità. L’utilizzo dell’acqua dissalata è fortemente concentrato nel settore industriale, che assorbe oltre il 68% della produzione totale, mentre l’uso a fini potabili rimane ancora limitato.

Di fronte a questa situazione, la Cabina di Regia per la crisi idrica ha classificato come prioritari e urgenti la realizzazione di nuovi dissalatori in Sicilia, in particolare a Gela, Porto Empedocle e Trapani, con una portata complessiva di 96 litri al secondo. Per questi progetti sono stati stanziati 110 milioni di euro dalla Regione Siciliana, che prevedono anche l’ammodernamento dell’impianto di Porto Empedocle per raggiungere una produzione giornaliera di oltre 30.000 metri cubi. Tra i progetti più ambiziosi previsti nel prossimo quinquennio ci sono anche nuovi impianti a Palermo, Taranto e Brindisi, che prevedono investimenti complessivi per circa 400 milioni di euro.

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