Riserve idriche in calo

Il settimanale report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche

Nonostante la tregua dal caldo torrido, che ha permesso alle acque del mar Mediterraneo occidentale di tornare a valori più in linea con le medie storiche. Gli effetti positivi sono terminati e sono previsti record di caldo a partire dai 40° su Materano (in Basilicata) e Foggiano (in Puglia) con punte (lunedì) fino a 43-44° su aree interne del Sud Sardegna, nonché della Sicilia Orientale, che saranno le più calde d’Europa; contemporaneamente torneranno ad alzarsi anche le temperature marine, toccando massime di 30°.

A indicarlo è il settimanale report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.

“Sono condizioni nuove, di cui non conosciamo esattamente le conseguenze nel tempo sia dal punto di vista agricolo che ambientale, nonché sulla salute umana. Navighiamo a vista” dichiara Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi).

Una situazione che fa si di aggravare lo stato delle risorse idriche nella Penisola. Ma non solo come sottolinea Massimo Gargano, direttore generale di ANBI: “Quelle dei bacini lacustri del Centro Italia sono contingenze gravi, che sono costantemente monitorate e per il cui contrasto si devono ormai attivare interventi eccezionali”.

Lo stato dei bacini idrici nella Penisola

  • In Puglia a Capitanata la scarsità d’acqua non ha permesso di avviare la stagione irrigua nel comprensorio a Nord del Fortore. L’invaso di Occhito, il più capiente della zona, a cavallo con il Molise, trattiene appena 66,17 milioni di metri cubi d’acqua, cioè oltre 28 milioni meno dell’anno scorso. L’effetto di tutto ciò è che le campagne inaridiscono. 
  • Nel bacino di Capaccio restano solo  mln. mc.1,85 ,pari all’11% del riempimento autorizzato. I laghi hanno perso complessivamente quasi 12 milioni di metri cubi da inizio Luglio, nonostante le limitazioni nelle erogazioni.
  • Gli invasi di Basilicata trattengono ancora mln. mc. 223,08 d’acqua: 33,84 milioni in meno del 2024. La diga di monte Cotugno, la più grande d’Europa in terra battuta, conserva il 43% dei 272,2 milioni di metri cubi autorizzati per il riempimento.
  • In Sicilia resta alto il deficit rispetto ai volumi invasabili nei serbatoi regionali (-48% ca.).
  • Nella Sardegna Nord Ovest, nella Nurra le campagne sono a secco. I bacini al 15% del potenziale riempimento; discorso simile è quello dell’Alto Cixerri, nel Sud Ovest dell’isola: anche qui, bacini al 15% della capacità.
  • Solo sul versante tirrenico, in Alto Taloro ed Ogliastra, lo stato di riempimento degli invasi supera il 90%.
  • In Campania va meglio rispetto al resto del Mezzogiorno, nonostante sorgenti ed invasi registrino deficit piuttosto evidenti.
  • In Molise, il bacino del Liscione registra un’altezza idrometrica di oltre mezzo metro inferiore all’anno scorso, ma di oltre m. 1,30 superiore al siccitosissimo 2022.
  • In Abruzzo la quota del  lago di Penne si è abbassata in due settimane di oltre m. 2,70: nell’invaso restano mln. mc. 4,54 d’acqua a disposizione degli agricoltori.
  • Nel Lazio i laghi di Albano e Nemi da inizio Luglio hanno registrato una riduzione di 9 centimetri d’altezza; il livello del primo è sceso di circa 70 centimetri dall’autunno 2023! In crescita sono invece le portate dei fiumi Aniene e Velino, mentre stabili sono quelle del Tevere (fonte: AUBAC).
  • In Umbria le portate dei fiumi Chiascio, Pianello e Paglia sono superiori ai valori medi storici del periodo.
  • In Toscana si registra un netto incremento dei flussi nel fiume Arno ed una riduzione di quelli nel Serchio.
  • In Liguria i nubifragi dei giorni scorsi hanno comportato incrementi di portata nei bacini fluviali di Levante.
  • Nel resto dell’Italia Settentrionale, positive anomalie termiche e scarsità di pioggia hanno caratterizzato il mese scorso.
  • In Valle d’Aosta, a Giugno, il deficit pluviometrico è stato pari a circa il 43% e le temperature in quota hanno segnato +4°; portate in netto calo per la Dora Baltea (-51% rispetto alla media) e per il torrente Lys.
  • In Piemonte le cumulate di pioggia in Luglio sono state inferiori del 46% alla media e le temperature superiori di 3,3°(fonte: ARPA Piemonte); i flussi in alveo dei fiumi hanno registrato una flessione e sono scesi pressoché tutti sotto le medie di riferimento.
  • Tra i grandi laghi si registrano abbassamenti dei livelli anche sotto le medie storiche: solo il Benaco mantiene altezze idrometriche superiori alla norma ed un valore di riempimento oltre l’80%; il Lario è al 42,4% di riempimento, il Maggiore al 68%, il Sebino al 72,9%.
  • In Lombardia vanno riducendosi anche le altre riserve idriche (-14,4% rispetto alla media): lo scorso anno c’era il 50% d’acqua in più.
  • In Veneto, violenti nubifragi hanno provocato un aumento delle  portate fluviali dopo che le scarse piogge di Giugno (-35%) avevano provocato una riduzione dei livelli idrometrici nei corsi d’acquaGli invasi  lungo il fiume Piave, così come il lago del Corlo sul Brenta, godono di ottima salute con valori di riempimento rispettivamente dell’84% e del 99%.
  • In Emilia-Romagna calano le portate dei fiumi Savio, Reno ed Enza; in crescita e superiori ai mensili valori medi sono le portate di Secchia, Panaro e Trebbia.
  • La portata del fiume Po è più scarsa del normale, arrivando a segnare un deficit del 46% in prossimità del Delta.

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