Clima ed economia, il Consiglio UE vota la linea dura sul CBAM: stop alle scappatoie sulle merci importate

Il Consiglio dell’Unione Europea ha compiuto un passo decisivo per blindare la competitività industriale del Continente e accelerare la decarbonizzazione globale. È stato infatti approvato l’orientamento generale per il rafforzamento del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), la cosiddetta “tassa sul carbonio” alle frontiere europee.

L’accordo definisce la posizione negoziale del Consiglio in vista dei prossimi e cruciali colloqui “a tre” (trilogo) con il Parlamento Europeo. L’obiettivo della riforma è duplice: allargare il raggio d’azione del meccanismo a nuove categorie di prodotti e chiudere le falle normative strutturali che rischiavano di indebolire l’intero impianto sanzionatorio.

“L’UE conferma il proprio impegno nel ridurre le emissioni di gas serra sia all’interno dell’Unione che a livello globale,” ha dichiarato Makis Keravnos, Ministro delle Finanze della Repubblica di Cipro. “Rafforzare il CBAM e chiudere le scappatoie che permettono di aggirare le nostre regole è fondamentale per raggiungere questo traguardo. La posizione concordata oggi è il primo passo per rendere il sistema molto più robusto”.

Perché l’Europa corregge il tiro: il nodo dei prodotti derivati

Entrato ufficialmente in vigore a pieno regime il 1° gennaio 2026, il CBAM applica una tariffa sulle emissioni di CO2 generate durante la produzione di merci importate da paesi extra-UE nei settori a più alta intensità carbonica: ferro e acciaio, cemento, fertilizzanti, alluminio, elettricità e idrogeno.

Tuttavia, nella sua configurazione iniziale, il meccanismo colpiva quasi esclusivamente le materie prime grezze. Questo approccio ha creato un paradosso e un serio rischio di mercato: i produttori extra-UE hanno iniziato a esportare in Europa non più l’acciaio o l’alluminio grezzo, bensì prodotti lavorati a valle (downstream) contenenti quelle stesse materie prime. In questo modo eludevano la tassa, sostituendo i prodotti manifatturieri Made in UE (sottoposti invece alle severe regole del mercato ETS del carbonio) e spostando le emissioni inquinanti fuori dai confini europei.

Per sanare questa distorsione, il nuovo testo concordato dal Consiglio estende l’applicazione del CBAM a una selezione mirata di questi prodotti derivati. Inoltre, viene introdotto l’obbligo per la Commissione Europea di condurre un riesame annuale per valutare l’inclusione di ulteriori merci lavorate a valle.

Guerra alle triangolazioni e stretta sui rottami

Sul fronte dell’anti-elusione, il Consiglio ha appoggiato la linea dura della Commissione. Tra le novità principali spicca l’inclusione nel raggio d’azione del CBAM dei rottami metallici pre-consumo (pre-consumer metal scrap).

Vengono inoltre conferiti poteri speciali e diretti alla Commissione Europea per intervenire tempestivamente e sanzionare le “pratiche ingannevoli” e le triangolazioni commerciali messe in atto dalle aziende straniere considerate a più alto rischio di rendicontazione fraudolenta.

Clausola di salvaguardia per i prezzi energetici

Il Consiglio ha infine voluto fare chiarezza sulla gestione delle circostanze eccezionali e impreviste che potrebbero destabilizzare il mercato interno, un punto che nella proposta originaria della Commissione appariva troppo sfumato.

Mentre la Commissione proponeva un iter generico per esentare temporaneamente alcune merci dal CBAM in caso di crisi, il Consiglio ha blindato la procedura, perimetrando i poteri dell’esecutivo UE. Qualsiasi deroga o esenzione temporanea dovrà basarsi su criteri oggettivi e stringenti, primo fra tutti l’esposizione dell’Unione Europea a gravi e insostenibili aumenti dei prezzi delle materie prime.


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.