
“La caratteristica che rende unico questo sistema – ha spiegato Pierpaolo Dell’Omo responsabile settore Ricerca e Sviluppo di BioHyst – è che la stessa lavorazione andrà a produrre un alimento, un mangime, ma anche prodotti estremamente interessanti da un punto di vista energetico.
L’impianto, infatti, è in grado di pretrattare la materia prima e chi si occupa di conversione energetica delle biomasse sa che, per avere elevate rese in biogas e biometano, le biomasse lognocellulosiche, come ad esempio le paglie, vanno pretrattate, perchè altrimenti renderebbero pochissimo. Questo sistema ci consegna paglia pretrattata la cui capacità produttiva è praticamente raddoppiata”.
La realizzazione di questa tecnologia è legata al progetto di cooperazione “Bits of future: Food for all”, frutto della collaborazione tra BioHyst e l’associazione “Scienza per amore”, che vuole sfruttare le potenzialità legate all’Hypercritical Separation Technology per dare un contributo allo sviluppo sostenibile dei Paesi dell’Africa e alle problematiche legate alla malnutrizione. L’idea è quella di fornire in comodato d’uso gratuito gli impianti che saranno realizzati con i proventi della commercializzazione della tecnologia nei Paesi industrializzati.
Nel video Dell’Omo spiega in dettaglio i principi alla base del funzionamento del macchinario.
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.















