Commissione EU accoglie le richieste di Acquedotto Lucano

Svolta comunitaria per i criteri di trasparenza ambientale delle infrastrutture

La Commissione EU ha ufficialmente stabilito una profonda revisione delle metodologie di calcolo per la valutazione dei fabbisogni energetici legati al settore idrico. Il mutamento di prospettiva è stato sancito in via formale attraverso l’adozione del nuovo Regolamento Delegato sui Principi Europei di Rendicontazione di Sostenibilità, denominato Esrs 2026. L’evoluzione normativa introduce una vera e propria inversione di tendenza per l’intero comparto, archiviando in modo definitivo la precedente impostazione basata sull’applicazione rigida di soglie uniformi su tutto il territorio dell’Unione. Il nuovo modello analitico consente di esaminare la sostenibilità e l’efficienza delle infrastrutture idriche integrando nell’equazione le reali caratteristiche fisiche, orografiche e climatiche che contraddistinguono le diverse aree geografiche servite dai gestori.

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Foto di Igor Omilaev su Unsplash.

Il paradosso dei dislivelli e della siccità

L’introduzione di questo nuovo assetto per le regole della trasparenza ambientale in ambito comunitario è l’esito diretto di una specifica azione di rappresentanza guidata da Acquedotto Lucano. L’azienda ha operato attraverso i canali istituzionali di Utilitalia, la federazione nazionale che raccoglie le imprese dei servizi pubblici, trasferendo la complessa realtà tecnica dei territori meridionali direttamente ai tavoli decisionali di Bruxelles. Il fulcro della questione portata all’attenzione dei legislatori europei riguardava l’incompatibilità strutturale tra metriche uniformi e contesti locali vulnerabili o caratterizzati da una geomorfologia accidentata. L’azione congiunta ha permesso di strutturare una proposta regolatoria solida, mirata a tutelare gli investimenti destinati a favorire la resilienza e pienamente recepita nel testo definitivo approvato dalla Commissione Europea.

Alla base dell’istanza tecnica presentata da Acquedotto Lucano il paradosso gestionale che rischiava di penalizzare le aziende più virtuose operanti nei contesti più difficili. A causa delle forti variazioni altimetriche tipiche dell’orografia appenninica o in concomitanza con gravi emergenze siccitose, come quella che interessa lo schema idrico Basento-Camastra, i gestori sono costretti a intensificare in modo massiccio le attività di sollevamento idraulico dell’acqua. Questo processo determina un incremento inevitabile del consumo energetico specifico, necessario a salvaguardare la continuità del servizio idropotabile per la popolazione.

Senza la correzione introdotta dal Regolamento Esrs 2026, l’applicazione di indici di efficienza astratti avrebbe etichettato tali consumi energetici di emergenza o di sollevamento come indicatori di inefficienza ambientale, anziché come azioni indispensabili di adattamento.

Regolamento EU, nuovo quadro degli standard ambientali

Il testo definitivo degli standard europei ha fatto proprio l’impianto concettuale proposto dall’azienda lucana, traducendolo in un preciso obbligo regolatorio. Le nuove disposizioni impongono di valutare e ponderare i dati e le performance ambientali calandoli all’interno dello specifico contesto geografico e locale di riferimento. Il quadro normativo assegna un ruolo centrale e una specifica ponderazione alle attività e agli investimenti industriali compiuti nelle aree geografiche ufficialmente classificate a elevato stress idrico.

L’adozione di questi criteri consente di ridurre sensibilmente i carichi burocratici per le imprese e di valorizzare le informazioni di contesto. Di conseguenza, i consumi energetici legati alla distribuzione dell’acqua non saranno più interpretati come semplici parametri computistici, ma verranno riconosciuti come veri interventi strutturali per contrastare i rischi fisici connessi al mutamento climatico.

Acquedotto Lucano, contenere dispersioni e restituirne la fotografia realistica

Il direttore generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna, esprime nella nota stampa profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto a livello comunitario, spiegando che l’accoglimento di tale principio da parte della Commissione Europea rappresenta un passaggio di profondo valore scientifico e gestionale”. Il manager sottolinea che lo sforzo quotidiano di garantire l’acqua in un territorio complesso, e la tutela della risorsa che questo sforzo comporta, entra a pieno titolo tra i valori misurabili della sostenibilità europea. Ora questo principio dovrà misurarsi con il nostro impegno prioritario: le perdite idriche”.

Cerciello Renna evidenzia che le attività si concentreranno su due fronti: “Il primo è il contenimento delle dispersioni, con la distrettualizzazione, la digitalizzazione delle reti e la manutenzione predittiva. Il secondo è la corretta rappresentazione del fenomeno: gli indicatori percentuali oggi in uso non distinguono l’acqua realmente dispersa da quella semplicemente non fatturata, e penalizzano strutturalmente le reti più estese che servono territori poco popolati. Ridurre le perdite e, insieme, restituirne una fotografia realistica: è la stessa logica che l’Europa ha appena fatto propria. Per Acquedotto Lucano questo riconoscimento è un pilastro fondamentale per la programmazione dei futuri piani di transizione e per la valorizzazione degli investimenti orientati alla resilienza idrica”.

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