
Qualche numero
Nel giro di 10 anni, secondo lo studio, un quarto del mercato mondiale dell’auto sarà rappresentato da veicoli elettrici a batteria Bev (18%) e ibridi plug-in Phev (6%). Questi due settori registreranno la maggiore crescita, e vedranno un’accelerata nella seconda metà del prossimo decennio. “Il calo dei prezzi delle batterie- spiega una nota di Boston consulting Group – porterà a un punto di non ritorno il costo totale di possesso (TCO) a cinque anni di un’auto BEV nel 2022 o 2023 (a seconda della regione e alle dimensioni dell’auto) e una spinta verrà anche da taxi e servizi di trasporto passeggeri. La crescita delle vendite di PHEV sarà più lenta, ma sostenuta dai produttori e dagli incentivi”.
Interesse dei consumatori cresce
A contribuire alla crescita del settore anche il forte interesse dei consumatori sempre più sedotti dal vettore elettrico. Nel 2018 i sondaggi statunitensi mostrano quasi il 40% in più di persone interessate a un veicolo Phev e il 20% in più a un Bev rispetto al 2010. Mentre il 70% dei proprietari di veicoli elettrici intende acquistarne di nuovi.
Riduzione delle emissioni
Un altro aspetto rilevato dal report è il contributo rilevante della mobilita elettrica alla riduzione delle emissioni inquinanti. “Seppure diversi studi abbiano dimostrato che, a seconda della regione di produzione del veicolo e delle dimensioni della batteria – si legge nella nota di Bcg – la produzione di un veicolo BEV può generare più emissioni di CO2 rispetto a quella di un veicolo a combustione interna ICE, una volta in funzione gli elettrici garantiscono migliori emissioni nel ciclo completo well-to-wheel. E l’impatto positivo globale è destinato ad aumentare nel prossimo decennio con l’aumento della percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili”.
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