L’idrogeno verde, prodotto da energie rinnovabili, può rappresentare un elemento importante nella sfida della decarbonizzazione trattandosi di un gas, quindi con tutti i vantaggi del metano. Per capirci di conservazione e di potere calorifero, non a caso ad Arezzo il distretto dei gioiellieri lo usa già, ma di fatto non è totalmente sostenibile dal punto di vista ambientale. Difatti c’è un rischio di inquinamento indiretto, come ricorda Carlotta Basili, coordinamento H2Forum Amici della Terra, “è un gas serra indiretto” cioè si combina con altri elementi in atmosfera e inficia sulla qualità dell’aria.
Ad oggi inoltre il 95 per cento dell’idrogeno che viene utilizzato è il cosiddetto idrogeno marrone, cioè prodotto da fonti fossili, quindi l’ago della bilancia della sostenibilità si sposta di poco nel suo complesso. Cosa vuole fare l’Italia e l’Europa sull’idrogeno? Se lo sono chiesto gli Amici della Terra, in collaborazione con Environmental Defense Fund Europe (Edfe), con l’analisi svolta dal Rapporto “Idrogeno In Italia: realtà e prospettive dell’uso dell’idrogeno per la decarbonizzazione” presentato oggi 28 ottobre attraverso un webinar.
Diversi i progetti in corso ma anche molti quelli che stanno vivendo una fase di fermo. Un quadro da valutare dal punto di vista di strategie per il contenimento delle emissioni anche in considerazione del fatto che si tratta di una molecola molto piccola, in grado di fuggire facilmente in atmosfera.
“Agire sull’inquinamento climatico significa anche mettere al sicuro investimenti tecnologici” ricorda Massimo Micucci, Environmental Defense Fund Europe. “D’altronde l’idrogeno potrebbe avere un peso anche 37 volte l’impatto della CO2. Per questo perché una risorsa sia davvero pulita va misurata e governata”.
Idrogeno un quadro del settore e alcune criticità
A che punto siamo con lo sviluppo dei progetti in Italia e come si sta approcciando al tema del monitoraggio per la cattura delle sue emissioni? A questo prova a rispondere il report presentato oggi nel webinar degli Amici della terra. Il report nasce nel contesto dell’H2Forum “uno spazio di confronto e studio per sviluppare proposte concrete sull’impatto delle emissioni di idrogeno” chiarisce Basili, relatrice del rapporto.
Stando ai dati dell’Osservatorio europeo dell’idrogeno nel 2024 erano attivi 37 impianti che hanno prodotto 555mila tonnellate di idrogeno. Di cui il 95% proveniente da fonti fossili. Mentre sul piano delle infrastrutture il blending è ancora in fase infrastrutturale, ma le reti sono Hydrogen ready, cioè sul piano della mobilità sono pochi i progetti concreti con una sola stazione di rifornimento a Bolzano.
“Quello che emerge nel complesso è un ritardo attuativo nei progetti del Pnrr, sia per rinunce che per difficoltà procedurali” spiega Basili “il rischio di una pianificazione senza una domanda reale consolidata. i costi elevati dell’idrogeno verde e l’assenza di una politica di monitoraggio delle emissioni di questo gas”.
Ad oggi quindi la appare un quadro limitato di questa risorsa energetica “a fronte di obiettivi molto ambizioni” conclude Carlotta Basili. le tecnologie e la ricerca stanno agendo su diversi punti di vista come possiamo vedere nella presentazione di Valerio Palmisano, ricercatore Enea.
I pilastri della strategia dell’idrogeno

I progetti finanziati sono 57 ma alcuni progetti si sono persi un pò per strada ma “il target del Pnrr è di 12 progetti e sicuramente ce la faremo” afferma Marcello Capra delegato per il set plan del Mase. “Abbiamo avuto anche dal Repower Eu nuove risorse”.

Sull’hard to abate si sono manifestate tutte le difficoltà delle imprese a sviluppare progetti di idrogeno, infatti molti dei progetti presentati “non hanno superato le valutazioni”.
In Mission innovation l’obiettivo era il raddoppio delle spese in ricerca e sviluppo dei paesi aderenti. Mentre i fondi di mission Innovation guardano diversi progetti di sviluppo tecnologico “non sono stati previsti fondi per la valutazione delle emissioni fuggitive dell’idrogeno in atmosfera” chiarisce Capra il che pone grande interesse verso lo studio degli Amici della Terra.
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