Bambini e adolescenti, per sopravvivere e supportare le proprie famiglie, sono costretti al lavoro in violazione dei diritti umani tra fumi tossici, cavi bruciati e componenti elettronici. Nel quadro dell’Agenda 2030, la comunità internazionale si è impegnata a porre fine al lavoro minorile in ogni sua forma in ogni angolo del mondo, ma i progressi sono stagnanti. La Giornata Mondiale contro il Lavoro minorile, che ricorre il 12 giugno, invita a riflettere sul fenomeno e per l’occasione ActionAid e Progetto Happiness lanciano un nuovo reportage per raccontare una delle realtà più sconosciute e pericolose al mondo: quella dei minorenni che lavorano tra i rifiuti nella discarica di Agbogbloshie, in Ghana.

Secondo l’Oms, 73 milioni di bambini nel mondo sono coinvolti in lavori pericolosi. Di questi, oltre 18 milioni sono impiegati nel settore del riciclo dei rifiuti.
Giornata Mondiale del Lavoro minorile: il reportage
Il reportage, firmato da Giuseppe Bertuccio D’Angelo, fondatore di Progetto Happiness e ambassador di ActionAid, dà voce a chi non ce l’ha: “Dietro ogni immagine ci sono storie di infanzia negata e sogni rubati” afferma D’Angelo. “Il nostro stile di vita, ciò che consumiamo e gettiamo, ha un prezzo che non vediamo, ma che altri, troppo spesso bambini, pagano ogni giorno”.
I dati sono allarmanti e il reportage vuole richiamare l’attenzione su un fenomeno ancora poco conosciuto, il cosiddetto “colonialismo dei rifiuti”, ossia il trasferimento dei rifiuti prodotti nei Paesi ricchi verso quelli del sud del mondo. A pagarne le conseguenze sono spesso le comunità più vulnerabili e i minori. “Ogni cittadino europeo produce in media 513 kg di rifiuti all’anno e una parte significativa finisce in discariche lontane dai riflettori, come quella di Agbogbloshie, in Ghana, dove bambini e ragazzi lavorano per guadagnarsi da vivere” si legge nella nota stampa.
Sostenere la scolarizzazione offrendo alternative concrete
Il reportage è il cuore della nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi di ActionAid, che denuncia lo sfruttamento minorile legato alle filiere globali e al consumo irresponsabile. L’obiettivo dell’organizzazione non governativa internazionale indipendente è quello di contribuire a contrastare il fenomeno, sostenendo la scolarizzazione, formando insegnanti, coinvolgendo famiglie e istituzioni per offrire alternative concrete.
Un impegno che vede ActionAid e Progetto Happiness viaggiare fianco a fianco da tre anni per raccontare storie di invisibili: dall’infanzia rubata nelle favelas del Brasile, allo sfruttamento nelle fabbriche del fast fashion in Bangladesh, passando per la vita durissima dei bambini minatori in Sierra Leone. “Oggi, con Agbogbloshie, si accendono ancora una volta i riflettori su una realtà inaccettabile, per difendere un diritto fondamentale, quello all’istruzione” conclude la nota stampa.
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