Rifiutiok 1024x661Da una parte la forte crescita gli ecoreati legati al settore rifiuti in Lombardia; dall’altra l’aumento della produzione nazionale di rifiuti, che nel 2018 si è attestata a circa 30,2 mln di ton (+2% rispetto al 2017). Questi sono alcuni degli scenari emersi rispettivamente dal dossier di LegambienteEcomafia: i dati e i numeri dell’illegalità ambientale e delle ecomafie in Lombardia’ e dal ‘Rapporto Rifiuti Urbani 2019 ‘di Ispra.

Lombardia, prima regione del nord per reati nel ciclo illegale dei rifiuti 

Dal report di Legambiente emerge in particolare come in Lombardia siano stati accertati  1.541 reati ambientali, il 26% di quelli contestati nel totale delle regioni settentrionali.  La Lombardia è inoltre prima regione nel nord per reati legati al ciclo dei rifiuti con 535 delitti il 6,7% del totale nazionale, ma occupa la prima posizione del podio su base nazionale anche per numero di persone sottoposte a provvedimenti cautelari restrittivi della libertà personale (23). A ciò si aggiunge il fatto che nella regione si sono svolte nell’ultimo anno 12 delle 100 inchieste per corruzione e reati contro la pubblica amministrazione nel settore ambientale, con 110 persone arrestate, facendo salire  la Lombardia al terzo posto della classifica nazionale della corruzione ambientale. (Leggi il report integrale)

“Sempre più spesso la corruzione e i reati contro la pubblica amministrazione in generale – sottolinea in una nota Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – sono il mezzo con cui si apre la strada alle condotte criminali che danneggiano o mettono a rischio l’ambiente per realizzare guadagni illegali. La commistione tra criminalità ambientale, imprese spregiudicate, politica e pubblica amministrazione compiacente è un mix devastante che ricorre da sempre e sempre più spesso nelle inchieste del nostro Rapporto Ecomafia. È auspicabile che anche su questo fronte la classe dirigente lombarda si dimostri all’altezza del suo ruolo, mettendo in campo, a tutti i livelli, gli anticorpi indispensabili a contrastare questo fenomeno”. 

Produzione di rifiuti, il dato procapite più alto è nel centro Italia

Passando invece al report di Ispra, si nota come i valori più alti di produzione pro capite di rifiuti si registrino nel centro Italia, con 548 kg per abitante, dato in aumento di oltre 10 kg per abitante rispetto al 2017. “Il valore medio del nord Italia si attesta invecespiega una nota a circa ai 517 kg per abitante, in crescita di 14 kg per abitante rispetto al 2017, mentre il dato del Sud si attesta a 449 chilogrammi per abitante, con un aumento di 7 kg. La produzione pro capite di questa macroarea risulta inferiore di quasi 51 chilogrammi per abitante rispetto al dato nazionale e di quasi 100 chilogrammi in raffronto al valore medio del Centro”.

Escluse Marche, Molise e Sicilia, tutte le regioni italiane mostrano, nel periodo compreso tra il 2017 e il 2018, una crescita della produzione dei rifiuti urbani. I maggiori incrementi sono quelli del Piemonte (+5,1%), Trentino Alto Adige (+4,5%) e della Sardegna (+3,7%).

“Analogamente ai precedenti anni – spiega inoltre la nota –  la produzione pro capite più elevata, con 660 chilogrammi per abitante per anno, si rileva per l’Emilia Romagna, il cui dato risulta in crescita del 2,8% rispetto al 2017. Segue la Toscana, il cui pro capite si attesta a 612 chilogrammi per abitante, che fa rilevare una crescita dell’1,8%. In tali contesti il valore è influenzato dalla tendenza all’assimilazione, che porta a computare nei rifiuti urbani anche quelli da attività artigianali, commerciali e  di servizio”.

RaccdiffIl report analizza inoltre le performance in ambito raccolta differenziata su base regionale. Dai dati emerge come 7 regioni italiane attualmente  l’obiettivo del 65% di differenziata fissato, al 2012, dalla normativa: si tratta in particolare di Veneto (73,8%), Trentino Alto Adige (72,5%), Lombardia (70,7%), Marche (68,6%), Emilia Romagna (67,3%), Sardegna (67%) e Friuli Venezia Giulia (66,6%). Tra queste regioni la più altra crescita di raccolta differenziata è stata registrata nell’ordine nelle Marche, in Sardegna e in Emilia Romagna.

“Percentuali ancora più alte di differenziata si registrano a livello provinciale: a Treviso, che si attesta all’87,3%, seguita da Mantova (87,2%), Belluno (83,4%) e Pordenone (81,6%). Significativa la crescita in Sicilia di Siracusa: quasi 11 punti in più di differenziata (dal 15,3% del 2017 al 26,2% del 2018) e Messina (dal 20,8% del 2017 al 28,7%). In Calabria cresce Crotone (27,3%, a fronte del 22,9% del 2017)”, si legge inoltre  in nota.

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