Dal primo gennaio 2019 stop alla commercializzazione di cotton fioc contenenti plastica e dall’anno successivo stop anche ai cosmetici contenenti microplastiche. E’ quanto previsto da un emendamento al Disegno di Legge di Bilancio approvato in V Commissione della Camera. “Il coronamento di un grande lavoro che ci pone tra i Paesi guida del continente contro il marine litter”, commenta in una nota il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Dallo spreco alimentare alle microplastiche l’Italia fa scuola in Europa

Dopo lo spreco alimentare un’altro segnale verso la sostenibilità del pianeta che permette alla Nazione di rispondere “con i fatti a un fenomeno all’allarmante, che nuoce alla biodiversità e alla qualità delle nostre acque” per dirla con le parole di Galletti, che evidenzia anche  all’impegno di “Ermete Realacci, che ha portato avanti nel tempo questa battaglia in Parlamento, condividendola con diverse realtà ambientaliste”.

L’intenzione è valorizzare la “cultura di ogni cittadino”, per cui il Ministro assicura campagne educative e di sensibilizzazione pubblica per portare avanti una scelta che oggi “onora il nostro mare, le nostre coste e l’ambiente italiano”, conclude nella nota il Ministro.

Perchè i cotton fioc sono un nemico per l’ambiente

Piccoli e molto usati i cotton fioc sono uno degli elementi di plastica che più infestano i nostri mari. Il primo campionamento delle plastiche presenti su alcune spiagge italiane (promosso per valutare la successiva riciclabilità dei materiali nell’ambito della campagna Goletta Verde condotta da Istituto per la promozione delle plastiche da riciclo, Legambiente ed Enea) ha rilevato una presenza nei materiali campionati di oltre un 53% di cotton fioc. Di fatto gli innocui bastoncini sono l’equivalente dei “mozziconi di sigaretta” su terra ferma. Una delle maggiori cause di inquinamento ambientale del “littering”, termine inglese che indica appunto l’abbandono, deliberato o involontario, di piccoli oggetti in spazi pubblici o aperti al pubblico (strade, piazze, parchi e spiagge). Per il littering si prevedono dai 30 ai 150 € di multa (art. 40 del Collegato ambientale – legge 28 dicembre 2015, n.221).

Il marine litter un nemico invisibile

C’è anche chi lo divulga involontariamente “con il solo gesto di struccarci, immettiamo in mare microscopiche particelle, dalle più grandi di 5mm fino ad arrivare a dimensioni infinitesimali, che non possono essere fermate dai depuratori (quando presenti)Queste particelle entrano in circolo con il placton e con esso in tutta la filiera alimentare”, spiega a Canale Energia Maria Rapini del comitato direttivo Marevivo in un articolo del 2016. “In questo modo ingeriamo componenti della plastica altamente tossici per la natura umana come gli ftalati o lo stalato che è anche una delle cause di sterilità”.

Insomma oggi la guerra al littering ha vinto una battaglia importante, non certo quella decisiva, ma con piacere la consideriamo un regalo che l’Italia si è fatta a Natale.

 

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