idrogeno

L’Europa sta guidando la transizione verso l’idrogeno, presente in tutti gli scenari di emissioni nette zero della Commissione EU per il 2050. Il potenziale di questo vettore, insieme alle prospettive economiche ad esso collegate, viene rilanciato con nuovi progetti e investimenti su scala nazionale e internazionale.

I primi passi verso un nuovo sistema energetico si stanno già compiendo. Airbus, Snam e Save svilupperanno progetti pilota per l’aeroporto di Venezia centrati sulla sperimentazione di applicazioni dell’idrogeno nel settore del trasporto aereo. Il Mite ha pronti 110 milioni di euro per un accordo di programma con l’Enea che, da parte sua, ha appena presentato il primo yard truck a H2 in Europa. Infine, Octopus Hydrogen e BayWa r.e. hanno firmato un protocollo d’intesa che avvia una collaborazione focalizzata sulla realizzazione di impianti per la produzione di idrogeno verde nel Regno Unito.

Un’infrastruttura a idrogeno per lo scalo di Venezia

Airbus, Snam e Save, che gestisce lo scalo Marco Polo di Venezia, hanno firmato un memorandum of understanding per promuovere l’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico sostenibile nel settore aeroportuale e nel trasporto aereo.

La collaborazione tra le società punta allo sviluppo dell’infrastruttura tecnologica necessaria per il rifornimento di H2 sia agli aeromobili che ai mezzi aeroportuali, rendendo l’intero sistema aeroportuale a zero emissioni. Potrà essere attivata una sinergia intermodale con il trasporto su gomma e rotaia.

La partnership permetterà inoltre di sviluppare tecnologie innovative e soluzioni end-to-end rivolte ad altri potenziali utilizzatori, anche attraverso la partecipazione a programmi di grant e a bandi pubblici a livello sia nazionale sia europeo.

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Il primo yard truck a H2 parla italiano

È italiano il primo trattore portuale 4×4 alimentato a idrogeno destinato alla movimentazione delle merci in un terminal europeo. Lo yard truck ideato e sviluppato dal consorzio Atena, con il supporto di Enea, dei Cantieri del Mediterraneo e delle università di Napoli Parthenope e di Salerno, verrà testato in Spagna nello scalo di Valencia.

Il mezzo è dotato di un propulsore ibrido a celle a combustibile e di batterie litio-ioni con una capacità complessiva di circa 12 kg. di idrogeno per svolgere le consuete operazioni di logistica di carico e scarico delle merci dalle navi cargo. A livello operativo, il sistema di accumulo garantirà una buona autonomia operativa, tempi di rifornimento brevi, bassi costi di manutenzione e zero emissioni.

In termini di emissioni evitate, i ricercatori dell’Enea hanno calcolato che i trattori a diesel consumano circa 188.000 litri/anno di combustibile. Tenuto conto che gli yard truck tradizionali emettono circa 2,67 kg. di CO2 per litro di carburante e 0,028 chilogrammi di ossidi di azoto per litro, con l’utilizzo di flotte a idrogeno verrebbero evitate circa 501 t./anno di emissioni e 5 t./anno di NOx.

Dal Mite 110 milioni all’Enea per ricerca e sviluppo

Intanto, il ministero della Transizione ecologica ha annunciato in una nota stampa che entro il mese di febbraio firmerà un accordo di programma proprio con l’Enea per attività di ricerca e sviluppo sull’idrogeno con i fondi del Pnrr del valore di 110 milioni di euro. Il piano operativo sarà predisposto dalla stessa agenzia con visione al 2025.

Su questa misura è in programma anche un secondo intervento che consiste nella pubblicazione di due bandi di gara per ricerca e sviluppo sull’H2: il primo, da 20 milioni di euro per enti di ricerca e università, il secondo da 30 milioni per soggetti privati. Il Mite comunica che entrambi i bandi sono ad oggi in preparazione.

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In UK si spinge sulla produzione di idrogeno verde

La partnership strategica sottoscritta tra Octopus Hydrogen, attiva nell’installazione di elettrolizzatori, compressione e stoccaggio mobile dell’H2, e BayWa r.e., specializzata in progetti solari ed eolici, punta a un progetto iniziale di produzione di idrogeno verde fino a 6.500 kg/giorno con le prime consegne previste per il prossimo anno.

Circa il 30-40% della generazione di energia rinnovabile sarà consumata direttamente in loco, mentre la parte restante sarà immessa nella rete. Octopus Hydrogen fornirà il vettore ai siti dei clienti offrendo una soluzione di fornitura end-to-end e sostenendo la decarbonizzazione dei settori locali come il trasporto commerciale. Il software in uso ottimizzerà la resa degli elettrolizzatori, fornendo un supporto importante alla rete di trasmissione, andando a bilanciarla e incrementandone l’efficienza.

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