Finanza sostenibile_ nuova normativa SFDR

La nuova normativa Sfdr (Sustainable finance disclosure regulation) punta alla creazione di un quadro europeo comune per la promozione degli investimenti sostenibili.

Dopo la sua entrata in vigore lo scorso 10 marzo, per banche, assicurazioni, Sgr (Società di gestione del risparmio) e fondi pensione, si rendono necessari degli adempimenti che aprono nuovi scenari di business.

Nel webinar organizzato dallo studio legale Dentons, “Sfdr: obblighi e opportunità della finanza sostenibile”, sono stati illustrati i principali contenuti del nuovo regolamento e gli adempimenti che le imprese dovranno affrontare per cogliere al meglio le opportunità della finanza sostenibile.

Il contesto europeo del regolamento Sfdr

Con il nuovo regolamento Sfdr, adottato direttamente dal Parlamento e dal Consiglio europeo, ci si propone di creare un mercato unico, in quanto il regolatore europeo si è accorto che le imprese, le banche e i consulenti finanziari hanno possibilità di orientare i capitali verso prodotti sostenibili. L’obiettivo è avere un approccio uniforme per evitare distorsioni nella concorrenza.

Il regolatore ha voluto imporre degli obblighi di finanza sostenibile per orientare e caratterizzare il mercato finanziario, dando un input affinché investitori ed emittenti competano anche sul profilo della sostenibilità. Questo comporta il dovere di selezionare prodotti finanziari che abbiano un ritorno sostenibile così da evitare esternalità negative ed estendere la concorrenza al mercato interno.

Si tenga presente che, molte aziende sono già conformi a specifici obiettivi, questo perché negli anni, si sono dovute adeguare alle normative che già le conducevano ad un livello superiore. Ad esempio le aziende di condizionatori hanno dovuto aderire tempo addietro ad obblighi regolamentari in ottica green. Per chi ancora non lo avesse fatto, nel prossimo futuro dovrà dotarsi di una struttura aziendale in grado di raggiungere  gli obiettivi di sostenibilità.

Il quadro regolamentare

Obblighi SFDR
Obblighi SFDR

La Sfdr conferisce maggiore trasparenza alla sostenibilità all’interno dei mercati finanziari, in modo standardizzato, garantendo in questo modo la comparabilità tra i prodotti e definendo la portata e il tipo di disclosure delle informazioni relative alla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari. Inoltre, introduce dei requisiti di divulgazione sia a livello di soggetti che di prodotto.

Il Regolamento mira a rendere omogenee le informazioni nei confronti degli investitori finali, riguardo ai rischi di sostenibilità e alla promozione dei criteri Esg (Environmental, social, governance) nelle attività di investimento finanziario, mettendo a carico dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti, l’obbligo di informare in via precontrattuale gli investitori finali. Questo in considerazione del fatto che tali criteri portano con sé dei vantaggi che investono tutta l’economia reale e la stabilità nel lungo periodo del sistema finanziario.

Il target di riferimento del Regolamento sono coloro che partecipano ai mercati finanziari, tra cui, imprese di assicurazione e investimento, gestori di fondi di investimento e consulenti.

I prodotti in questione sono sostanzialmente di 3 tipi: dark green, cioè prodotti che promuovono investimenti sostenibili; light green, prodotti che promuovono tra le altre caratteristiche, anche quelle ambientali e sociali; infine, la categoria mainstream, che comprende tutte le altre categorie di prodotti.

Gli obblighi di disclosure avvengono principalmente attraverso 3 canali: il sito web della compagnia, la documentazione precontrattuale e le relazioni periodiche, che saranno obbligatorie dal 1° gennaio 2022.

Questi obblighi riguardano tutta una serie di contenuti improntati soprattutto sulla trasparenza: nelle politiche in materia di rischio di sostenibilità, negli effetti negativi per la sostenibilità a livello di soggetto, negli investimenti sostenibili nelle informazioni precontrattuali e degli effetti negativi per la sostenibilità a livello di prodotto finanziario.

Per principali effetti negativi, ci si riferisce normalmente agli effetti delle decisioni di investimento che determinano incidenze negative, come l’incremento o il decremento della temperatura media. Ogni decisione può  pertanto avere un effetto positivo o negativo.

La nuova normativa la concorrenza sarà basata anche sulla sostenibilità dell’attività economica e il mercato dovrà necessariamente considerare gli effetti negativi per la sostenibilità. Quest’ultima sarà strumentale al raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi, tra cui il rimanere al di sotto dei 2° C dell’innalzamento della temperatura globale.

Evoluzione del mercato

Il mercato globale di mandati Esg è a quota 30 trilioni e vedrà una accelerazione enorme nei prossimi anni, in seguito al grande interesse di tutti gli attori partecipanti. L’Europa è leader con il 46% dei fondi mandato Esg.

Se si dà un’occhiata alle strategie più diffuse, intese nel senso di come questi attori stanno interpretando il cambiamento che sta arrivando, la prima strategia più utilizzata nel sustainable investing è lo screening, ovvero escludere, cioè si fa un negative screening in base ai diversi settori o alle aziende o alle pratiche.

La seconda e più utilizzata dai gestori è quella dell’integrazione, ovvero cercare di quantificare il rischio Esg e ascrivere questo rischio, sulla base di un punteggio, al processo decisionale dell’investimento.

La disclosure dell’informazione

Un attore dei mercati finanziari deve percorrere dei passaggi fondamentali per essere conforme alla disclosure del Regolamento.

In primis, deve fare una classificazione dei fondi, Esg o non Esg, in secundis, il team di investimento e di rischio deve fare delle considerazioni su come i rischi sostenibili vengono incorporati nel processo decisionale degli investimenti.

Successivamente, dovrà calcolare l’impatto avverso che l’inclusione di fattori sostenibili può avere nella decisione dell’investimento e, infine dovrà controllare la consistenza del prospetto e delle disclosure che ha fatto con il materiale di marketing che comunica alla clientela.

La tassonomia europea e la sua metodologia

Tassonomia Ue tool
Tassonomia Ue tool

La tassonomia europea è uno strumento che dice quali attività economiche possono definirsi sostenibili ed è utile agli investitori o a chi propone investimenti sostenibili, che deve indicare la percentuale di allineamento alla tassonomia del proprio portafoglio investito.

Ci sono 5 step da percorrere per calcolare l’allineamento di ogni investimento con la tassonomia europea: il primo, consiste nell’analizzare nel dettaglio le aziende che andiamo a finanziare e che operano nei settori eleggibili per la tassonomia, questi settori sono stati tutti elencati nella tassonomia fornita dall’Ue con un codice. L’azienda deve rientrare in questi parametri.

Come secondo step, bisogna controllare che le attività dell’azienda per cui ho fatto l’investimento, contribuiscano alla mitigazione del cambiamento climatico. Questo può essere fatto attraverso i criteri specifici indicati nella tassonomia. Quindi, bisogna verificare che l’azienda abbia rispettato questo limite.

Nel terzo step, si controlla che l’attività delle aziende in portafoglio, rispettino il requisito di non avere un impatto negativo sugli obiettivi climatici.

Il quarto step si basa sul controllo degli impatti negativi sui diritti umani e dei lavoratori.

Quindi, se si rispettano i 4 step della tassonomia europea, allora si è allineati a quest’ultima.

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Carla Pillitu
Professionista delle Relazioni Esterne, Comunicazione e Ufficio Stampa, si occupa di energia e sostenibilità con un occhio di riguardo alla moda sostenibile e ai progetti energetici di cooperazione allo sviluppo. Possiede una solida conoscenza del mondo consumerista a tutto tondo, del quale si è occupata negli ultimi anni.