Le ondate di calore, uno dei tanti effetti negativi legati al fenomeno del riscaldamento globale, sono ormai sempre più frequenti e fanno sì che i consumi energetici per l’utilizzo dei condizionatori siano in continua crescita. Questa situazione innesca un meccanismo perverso per cui per abbassare le temperature utilizziamo condizionatori che provocano l’aumento delle emissioni e di conseguenza favoriscono il riscaldamento globale.

Metodi alternativi

Ci sono una serie di soluzioni che possono contribuire a ridurre il ricorso ai sistemi di condizionamento dell’aria. Lo in un articolo di The Vision Aurore Julien, senior lecturer in environmental design della University of East London. Il primo è quello di puntare sull’isolamento dell’edifico, ad esempio attraverso le persiane, in modo da evitare che il calore entri all’interno. Esistono poi dei pigmenti speciali per dipingere i tetti, che sono progettati per riflettere la radiazione solare, non solo nella gamma visibile di luce, ma anche nello spettro infrarosso. Questa soluzione permette di abbassare le temperature di oltre 10 gradi. Altre opzioni possono essere rappresentante dai vetri fotocromatici che cambiano la trasparenza in base all’intensità della luce. Sono poi in fase di sviluppo delle vernici termocromiche che assorbono il calore quando fa freddo e lo riflettono quando fa caldo.

Materiale da costruzione

Ci sono poi determinati materiali da costruzione che permettono di mantenere le temperature più basse. Tra questi: pietra, mattoni o cemento. Questo effetto positivo è legato all’elevata “massa termica” di questi materiali, ovvero alla loro capacità di assorbire e rilasciare calore lentamente, levigando in tal modo le temperature nel tempo, rendendo un ambiente più fresco di giorno e più caldo di notte.

Materiali a cambiamento di fase

Un aiuto per abbassare la temperatura degli ambienti può venire dai materiali a cambiamento di fase – phase change material (Pcm). Questi materiali possono all’occorrenza immagazzinare o rilasciare energia sotto forma di calore latente, durante il cambiamento di fase. Ma come funzionano in dettaglio? Quando le temperature sono basse la sostanza si congela e rilascia calore. Al contrario, quando diventa di nuovo liquido, il materiale assorbe il calore e raffresca gli ambienti. Secondo i ricercatori queste soluzioni hanno un elevato potenziale per la gestione delle temperature degli edifici. Tuttavia c’è una criticità legata al fatto che la loro produzione è ad alta intensità energetica.

Qualche numero

Lasciando da parte i consigli sui migliori sistemi di raffrescamento alternativo, passiamo a qualche dato sui costi legati all’uso dei condizionatori negli USA. Gli Stati Usa che si caratterizzano per le temperature più elevate spendono mediamente durante i mesi estivi circa 292,90 dollari per abitazione, secondo un sondaggio di Sense, azienda specializzata nel settore sondaggi. Un dato importante se si pensa che il costo medio in gran parte del Paese è di 147,82 dollari, mentre per le comunità lungo il confine settentrionale con il Canada il valore si abbassa ulteriormente a 95 dollari. Il report ha analizzato dati energetici di oltre 4.000 case valutando in particolare 1.600 case con sistemi HVAC negli Stati Uniti e la spesa per il raffrescamento tra giugno e agosto 2018.

Arizona, spese alte per il raffrescamento

Tra gli stati americani che spendono di più per il raffrescamento c’è l’Arizona con 477 dollari a famiglia. Subito dopo troviamo il New Jersey con 327 dollari. Seguono poi Texas , Florida e Georgia.

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