
Gli immobili in Italia
Il 77% dei circa 12 milioni di edifici residenziali in Italia ha spento almeno 38 candeline, il 22% si presenta in uno stato di conservazione mediocre o pessimo e solo il 32% in ottimo stato. Nel 90% dei casi sono installati impianti a riscaldamento a radiatore, con superfici di cambio limitate e alimentati con combustibile fossile. I dati sull’APE offrono una chiave di lettura interessante: dei 5 milioni di edifici nel Nord Italia è noto l’APE di solo il 18,8% e tra questi il 7,4% appartiene alle classi energetiche B, A o A+, il 58% è in classe F o G e il 42% solo in G.
Ecobonus, sismabonus e conto termico
Sfruttando i meccanismi di sostegno quali ecobonus, sismabonus e conto termico si potrebbe favorire la riqualificazione del patrimonio e rispondere ai dettami della Sen che prevede una riduzione dei consumi finali da realizzare anche nel residenziale. Tenendo conto delle differenze: il conto termico assicura maggiori risparmi dell’ecobonus a parità di tipologia abitativa e di tecnologia adottata.
Strumenti che potrebbero spingere l’adozione delle pompe di calore, le cui vendite nel 2017 nel residenziale e nel terziario si sono fermate al 3% del totale registrato per i sistemi di riscaldamento. Il che vuol dire circa 50 mila unità vendute e un volume d’affari di 271 milioni di euro. Cifra che potrebbe salire considerati i vantaggi promessi a livello economico dalle pompe di calore ad alta temperatura a ciclo aperto e per quelle a ciclo chiuse, soprattutto se in adottate in sostituzione di caldaie a gasolio.
Risparmi per 3,8 mld di euro
“Considerando i circa 8 milioni di villette e i 270.000 condomini nelle zone climatica D e E, si stima che per raggiungere il 100% degli obiettivi previsti dalla Sen si dovrebbe agire su circa 1,27 milioni di villette e 64.000 condomini – ha commentato in nota stampa Vittorio Chiesa, Direttore dell’Energy&Strategy Group – La diffusione delle pompe di calore ad alta temperatura dovrebbe riguardare quindi il 23,5% degli edifici complessivi delle zone climatiche D e E, con risparmi annui per le utenze energetiche di quasi 3,8 miliardi di euro”.
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