I condomìni possono rivestire un ruolo chiave per affrontare le sfide di un settore energetico sempre più digitale e distribuito. Queste strutture, infatti, rappresentano un terreno fertile per concretizzare modelli operativi che vedono nel concetto di prosumer e di autoconsumo i loro elementi cardine. A dare una spinta a questo nuovo paradigma energetico è stata la nuova direttiva europea RED II (Renewable Eenrgy Directive), approvata lo sorso dicembre. Un provvedimento che, tra i vari punti, apre anche alla possibilità di adottare un modello “da uno a molti” per la produzione, l’accumulo e la vendita di energia. Un’opzione al momento non consentita in Italia.

Di questi temi si è parlato ieri a Milano nel corso del workshop “I prosumer condominiali “,organizzato dall’associazione no-profit Energy@Home. Un evento durante il quale è stato presentato uno studio che raccoglie i contributi scientifici di Elemens, RSE e Kantar facendo il punto sulle sfide legate al recepimento delle direttiva RED II e ai modelli di business più efficaci per sfruttare al meglio i vantaggi legati all’autoconsumo in ambito condominiale.

Il ruolo degli amministratori di condominio

All’interno della ricerca una sezione è stata dedicata al ruolo degli amministratori di condominio. Dalle interviste realizzate tra Milano, Bologna, Roma, Napoli e Bari, ha spiegato Andrea Corti, client partner tech, communications, utilities di Kantar (nel video che segue),è emerso come, nonostante in alcuni casi ci siano ancora amministratori “diffidenti” nei confronti di queste proposte, la maggior parte del campione sia fortemente interessato a queste soluzioni. A catalizzare l’attenzione sono in particolare i vantaggi in termini di “opportunità di risparmio” e di ritorno economico dell’investimento, mentre i vantaggi ambientali non sono considerati prioritari.

Naturalmente non mancano i timori per l’implementazione di progetti di questo tipo. L’elemento che viene più frequentemente evidenziato è in particolare la competenza tecnica che questi sistemi di produzione e consumo di energia richiedono. Sarà questo uno degli elementi si cui bisognerà concentrare l’attenzione nel momento in cui si delineeranno i modelli di business più adatti a gestire questi progetti.

Dallo studio emerge inoltre come il modello virtuale sia quello che raccoglie le maggiori preferenze tra gli amministratori di condominio, perché non obbliga all’adesione di tutti i condòmini. Tuttavia il timore è che la gestione dei dati possa risultare complessa.

 

 

Un modello di simulazione di un Energy Community condominiale

Valerio Angelucci del power system development department di Rse ha invece illustrato nel corso del suo intervento la sezione dello studio dedicata alla valutazione di una possibile implementazione di uno schema di autoconsumo ‘uno -a molti’ di tipo virtuale nell’attuale scenario di riferimento italiano. Si tratta in particolare di uno schema in cui l’autoconsumo fisico (fotovoltaico – utenze comuni del condominio) è esteso all’autoconsumo commerciale. Dalle rilevazioni è emerso, tra i vari elementi, come i principali benefici per la comunità possano essere riassunti in in un risparmio dovuto, da una parte, all’uso di energia prodotta dall’impianto fotovoltaico; dall’altra, dalla vendita di energia fotovoltaica eccedente a valore di mercato o attraverso il meccanismo di scambio sul posto esteso all’intera comunità.

Autoconsumo, un tema centrale 

A sottolineare la grande attenzione che il Governo sta riservando al tema dell’autoconsumo è stato il presidente della Commissione Industria del Senato Gianni Girotto, che ha spiegato, intervenendo via Skype all’evento, come l’argomento sia stato una delle prime questioni di cui si è occupato dopo il suo insediamento.

L’obiettivo principale che si intende perseguire in quest’ambito, ha spiegato Girotto, è  in particolare quello di “eliminare gli ostacoli” affinché strutture, come ad esempio, condomìni, distretti commerciali o aeroporti, possano cedere energia generata dall’autoproduzione. Per quanto riguarda nello specifico i condomìni, ha sottolineato Girotto, il dato è “estremamente corposo”, in quanto si parla di 1 milione e 200 mila strutture. Un settore ad alto potenziale se si pensa che, in base a una recente stima, si potrebbero installare 70 GW di potenza sui tetti dei condomìni, “una cifra estremamente importante”.

Il ruolo del distributore

Tanti gli spunti di riflessione emersi nel corso della mattinata che ha declinato a 360° il  marcato dell’autoconsumo nei condomini, un settore, come ha sottolineato Tommaso Barbetti, fondatore e partner di Elemens,  “ancora tutto da scoprire sia in termini di regolazione sia in termini di opportunità di business”. Tra le innumerevoli sfide che si prospettano all’orizzonte c’è sicuramente quella del ruolo del distributore. Su questo tema si è soffermata nella tavola rotonda finale Mariangela Di Napoli, responsabile affari regolatori infrastrutture e reti di Enel, che ha sottolineato il “ruolo di abilitatore del DSO per lo sviluppo di questi trend”. Qualche perplessità invece resta sulla possibilità di svincolare proprietà e gestione, ha spiegato Di Napoli rispondendo a una domanda su un’eventuale evoluzione dei modelli di gestione legati all’autoconsumo. Sulla stessa linea anche Paolo Quaini responsabile divisione servizi energetici e ambientali di Edison che ha sottolineato come “modelli ibridi siano da evitare”.

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