Semafori intelligenti per arrivare a una mobilità che si possa autoregolare. Questo uno degli obiettivi che si è dato il comune di Napoli, come illustra Valerio Di Pietro assessore alla transizione digitale e smart city, nel corso del Forum della innovazione e sostenibilità 2026 che si sta svolgendo proprio a Napoli nel teatro Margherita.
Un tema che tocca anche aspetti legati alla lettura di questi dati con una AI capace di sostenere questo processo, integrarlo con un’opportunità legata alla sicurezza e che sia però in grado di rispettare i confini della privacy.

La mobilità diventa un elemento centrale anche negli investimenti immobiliari. Valeria Falcone AD Colliers ricorda come ora sia necessario parlare di “responsive city” citando l’architetto Carlo Ratti e lo sguardo verso una connessione tra produzione energetica rinnovabile e cessione di questa energia alla città stessa o perchè no, grande trend delle conversazioni energetiche di questi giorni ai Data center. “La mobilità si mette al servizio dell’esistente” ricorda Francesco Favo, AD e Direttore Generale Azienda Napoletana Mobilità A.N.M. “Per questo la possibilità di accedere a dati in real time ci serve subito”. Una visione in cui “La mobilità di superficie andrà scomparendo dove le città hanno le strade piccole”.
Sharing sì e non solo per le auto
Ma come ci si muove in città? Le auto sono sempre meno amate, sopratutto dai giovani. Per questo la condivisione delle auto è un sistema di fruizione che ha un interesse di mercato, ma speso poco sostenibile sul lungo periodo per le aziende, sottolinea Alessandro Floria marketing e communication director Arval Service Lease Italia.
Sullo sharing sono attivi anche servizi aziendali. Le cosi dette “consegne collaborative”. A dirlo molto entusiasmante ma ci sono delle difficoltà come la qualità della consegna e a stessa sicurezza delle merci, rimarca Ivana Nasti, Direttore della Direzione Servizi Postali e Vice Segretario Generale, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – AGCOM. Anzi un servizio che può nascondere la circolazione di beni non a norma, pertanto centrale da conoscere e regolare, ma anche da far evolvere in linea con le opportunità date dalla tecnologia e dalla sostenibilità.
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