Tanto colorate e apparentemente innocue quanto potenzialmente nocive per gli organismi viventi. Sono le cannucce di plastica che, intrecciandosi tra loro a mo’ di rete, intrappolano i rifiuti in mare. Disgregandosi per l’azione congiunta della salsedine e del sole, poi, sono ingerite per errore da pesci e meduse finendo sulle nostre tavole. Questi e altri rifiuti plastici “alimentano” le cosiddette isole di plastica, fenomeno frequente negli oceani che interessa, in maniera proporzionata, anche il mare Mediterraneo.

Per contrastare il fenomeno delle isole di plastica in mare dal 1° gennaio 2019 sarà bandita la commercializzazione di cotton fioc contenenti plastica.

G. Gasparini, Federagenti Yacht

Per neutralizzarle la Federazione degli agenti marittimi-Federagenti attraverso la sezione yatch guidata da Giovanni Gasparini ha lanciato una sfida ai protagonisti delle rotte marine durante il Forum del lusso possibile (Porto Cervo 11-12 maggio): sancire un’alleanza per sensibilizzare i passeggeri e l’equipaggio su questa emergenza. “I soggetti più inquinanti sono i cittadini che abbandonano le bottiglie di plastica sulla spiaggia – commenta a Canale Energia il Presidente – Le imbarcazioni, invece, devono rispettare una normativa stringente che prevede obblighi di conferimento a terra dei rifiuti prodotti durante la navigazione”. Principale colpevole del marine litter è dunque il rifiuto a terra. Per questo società crocieristiche, compagnie di navigazione che svolgono servizi di collegamento ferry con le isole e società di leasing e gestione di flotte di yatch si occuperanno di monitorare il mare e inviare in tempo reale segnalazioni sulla concentrazione degli scarti plastici.

Vogliamo promuovere un circolo virtuoso: avvistamento, recupero, riutilizzo e vendita del materiale per ripagare l’intervento.

G. Gasparini, Federagenti Yacht

Ad aderire a questa prima fase dell’iniziativa, che coincide con la stagione estiva, sono: la compagnia Grandi navi veloci, il gruppo crocieristico Silversea, Nautica italiana, Moby-Tirrenia e l’Associazione dei porti crocieristici Medcruise. Fornirà il proprio contributo anche il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, forte delle competenze maturate nella difesa del mare. In autunno il punto su come procedere al riciclo del materiale plastico degradato, nodo di maggiore difficoltà per l’evoluzione del progetto: “Parliamo di sostenibilità delle spese dell’intervento: il vantaggio economico prevede di ripagare il costo della raccolta di un materiale particolare in un’area molto vasta soggetta a specifici eventi meteorologici – prosegue Gasparini – Ne deriveranno una maggiore attrattività turistica dell’ambiente marino e un maggiore benessere dell’ecosistema”.

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