Plastica, ogni anno 8 mln di ton di rifiuti arrivano negli oceani

Il dibattito, con il velista Soldini e il ricercatore ENEA Loris Pietrelli, a partire dal documentario “A plastic Ocean”

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Ogni anno si producono centinaia di milioni di tonnellate di plastica nel mondo. Di queste oltre 8 milioni diventano rifiuti, poi scaricati negli Oceani. E’ quanto emerge dal documentario ‘A Plastic Ocean‘ realizzato dal giornalista australiano Craig Leeson e proiettato, in una versione ridotta, il 3 maggio a Milano nella sede dello studio legale Baker McKenzie durante un incontro dedicato all’inquinamento da plastica. Un evento a cui hanno partecipato come ospiti il velista Giovanni Soldini e Loris Pietrelli, ricercatore del Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi dell’ENEA.

L’intervento di Giovanni Soldini

Un fenomeno in crescita

L’inquinamento causato dalla plastica negli Oceani “è un problema su cui attualmente sta crescendo consapevolezza. Si tratta di un fenomeno che nei prossimi anni è destinato ad aumentare in maniera esponenziale”, ha spiegato Soldini evidenziando come sia centrale intervenire in maniera rapida e mirata.

Cambiare i paradigmi di consumo

Negli ultimi 10 anni abbiamo prodotto più plastica che negli ultimi 100, nei prossimi 10 produrremo quantità ancora maggiori di questo materiale” in un contesto che vedrà su scala globale un continuo aumento della popolazione. “Se non cambiamo il mondo di consumare e di produrre è ovvio che in pochi decenni vivere su questo pianeta diventerà complicato”, ha sottolineato il velista. 

La questione dei bastoncini per le orecchie

Tanti gli argomenti toccati nel corso della serata: dalle famose isole di plastica sparse negli Oceani, al problema delle microplastiche, fino alla questione, ormai ben nota, dei bastoncini per la pulizia delle orecchie non biodegradabili, che spesso vengono gettati nel WC. Questi oggetti, che riescono a superare i sistemi di depurazione delle acque arrivando nei nostri mari, sono estremamente diffusi in tutte le spiagge italiane, ha spiegato Pietrelli che ha realizzato una serie campionamenti per valutare l’entità del fenomeno.

L’intervento di Loris Pietrelli

Puntare sul riciclo

Tuttavia, secondo il ricercatore, il giusto atteggiamento nell’affrontare il problema della plastica deve passare da un cambio di prospettiva. Non è, infatti, la plastica di per sè il nodo del problema, ma il nostro modo di utilizzarla che, nel corso degli anni, ha portato ai risultati disastrosi oggi sotto gli occhi di tutti. “Il problema siamo noi che gestiamo male i rifiuti solidi, adottando materiali usa e getta. Proprio per questo dobbiamo cercare di promuovere buone pratiche nell’uso di questo materiale”, ha sottolineato il ricercatore. In questo senso un ruolo chiave può svolgerlo il marketing per contribuire alla diffusione di materiali green frutto di filiere circolari e virtuose volte a contrastare lo spreco.  

In generale bisogna far passare il messaggio secondo cui è importante non sprecare la plastica “cercando di ridare il giusto valore a questo materiale che può essere riciclato all’infinito e ci consente di assolvere tante funzioni nella nostra vita quotidiana”, ha concluso Pietrelli.

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