Traffico E1510072953513Il Piano nazionale energia e clima inviato alla Commissione europea sul settore dei trasporti “non coglie l’urgenza del cambiamento e manca di una visione di lungo periodo, che si rispecchia in scelte poco adeguate che potrebbero costituire un ostacolo alla decarbonizzazione anziché un incentivo”. Le associazioni ambientaliste Legambiente, WWF Italia, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Cittadini per l’Aria e Transport & Environment oggi hanno inviato un documento per chiedere target più ambiziosi al 2030 ai ministri competenti del governo: Luigi Di Maio, dello Sviluppo economico, Sergio Costa, dell’Ambiente e Danilo Toninelli, delle Infrastrutture e dei Trasporti.

“Considerata la gravità degli impatti sociali, economici e ambientali dovuti al settore trasporti italiano, il peso emissivo di tale settore, la centralità che esso detiene nel processo di urgente decarbonizzazione dell’economia, si è ritenuto importante fare uno sforzo al fine di segnalare alle autorità alcune azioni prioritarie e comuni da inserire nello Pniec 2030 per i Trasporti” precisano le associazioni nel documento.

Nel report di T&E National Energy and Climate Plans transport ranking l’Italia si colloca al diciassettesimo posto nella graduatoria degli Stati membri in termini di ambizione climatica nel settore trasporti. Il Paese dovrà tagliare 23 milioni di tonnellate di CO2 nel comparto al 2030. Nei venti anni successivi bisognerà azzerare le restanti 77 milioni di tonnellate di CO2.

Le 10 misure minime per migliorare il Pniec

Da qui le 10 raccomandazioni minime e prioritarie per migliorare il Pniec e raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni nette al 2050.

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I commenti delle associazioni ambientaliste

“Ci auguriamo che la versione finale del PNIEC rispecchi davvero l’interesse nazionale e non gli interessi di parte, e che sia dotato di strumenti adeguati quali quelli che suggeriamo. Siamo pronti a discuterne con il Governo, augurandoci che verrà convocato un confronto più generale sulla transizione con gli stakeholders”, Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia di WWF Italia

“Infine andrà posta un’attenzione decisamente maggiore sulle soluzioni soft come la bicicletta, con obiettivi precisi sui chilometri di percorsi ciclabili al 2030”, Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club.

“Chi pensa di difendere l’industria nazionale fermando queste innovazioni è fuori dal tempo e condanna il sistema manifatturiero italiano. Chiediamo al governo italiano di proporre un piano per la transizione che permetta alle imprese di programmare gli investimenti, coordinata con gli altri Paesi europei per arrivare a non vendere più auto a combustione interna, e per tornare a rilanciare gli investimenti industriali nella mobilità innovativa”, Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente.

“Questo Piano Energia e Clima è insufficiente in molti aspetti, come testimoniano anche i commenti della Commissione Europea. Il gas è il grande protagonista, e il settore dei trasporti non fa eccezione”, afferma Luca Iacoboni, responsabile della Campagna Clima di Greenpeace Italia.

“Con questo documento le associazioni ambientaliste italiane stanno inviando al governo un messaggio chiaro e univoco: la bozza di piano è inadeguata a mettere il settore trasporti sulla giusta rotta per centrare l’obiettivo di Parigi”, Veronica Aneris, responsabile di T&E per l’Italia.

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