L’inquinamento costa il 3,3 per cento del Pil mondiale e 4,5 milioni di morti premature all’anno

Le soluzioni a questa emergenza sono le stesse adatte a risolvere la crisi climatica. I dati dell'analisi “Aria tossica: il costo dei combustibili fossili”, realizzata da Greenpeace Southeast Asia e Crea (Centre for research on energy and clean air

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Inquinamentok 1L’inquinamento costa il 3,3 per cento del Pil mondiale, pari a circa 8 miliardi di dollari al giorno. È quanto emerge dall’analisi “Aria tossica: il costo dei combustibili fossili, realizzata da Greenpeace southeast Asia e Crea (Centre for research on energy and clean air). Un costo che si paga in morti, malattie e ricoveri ospedalieri che molto spesso riguardano bambini fino ai 5 anni di età, soprattutto nei paesi a basso reddito.

Il rapporto stima che a causa del PM2.5 muoiano 4,5 milioni di persone l’anno di cui circa 40 mila bambini e che si realizzino circa 2 milioni di parti prematuri ogni anno.

Come si calcola l’esternalità del costo economico dell’inquinamento dell’aria

Il calcolo del costo economico dell’inquinamento dell’aria è stato valutato sulla base dei livelli di concentrazione degli agenti inquinanti, la dimensione della popolazione e la disponibilità e il costo dell’assistenza sanitaria.

“L’esternalità indica l’effetto di un’attività che ricade verso soggetti che non hanno avuto alcun ruolo decisionale nell’attività stessa. L’esternalità dipende da un’attività economica individuale, ma non è assimilata alle merci e pertanto è priva di un prezzo di mercato”. Fonte Wikipedia

Per l’Italia il costo è di circa 61 miliardi di dollari ogni anno, con 56 mila morti premature riconducibili alla stessa causa solo nel 2018.

Dal rapporto emerge che la Cina continentale, gli Stati Uniti e l’India sostengono i costi più elevati dell’inquinamento dell’aria causato dai combustibili fossili, pari rispettivamente a 900, 600 e 150 miliardi di dollari all’anno.

Costo Economico Totale

Come danneggia la salute l’inquinamento

Il rapporto evidenzia come “Il biossido di azoto (NO2), derivante dai combustibili fossili nei veicoli, nelle centrali elettriche e nelle industrie, è associato a circa 4 milioni di nuovi casi di asma tra i bambini ogni anno, con una stima globale di circa 16 milioni di bambini nel mondo affetti da questo sintomo (…) Circa 7.7 milioni di visite mediche in pronto soccorso per asma sono attribuibili ogni anno all’esposizione a Pm2.5 e ozono (O3)”.

Inquinamento Grafico

Le soluzioni a questa emergenza sono le stesse adatte a risolvere la crisi climatica

Maggiore uso delle fonti energetiche rinnovabili e un cambiamento nella gestione della mobilità verso mezzi pubblici, dolci (biciclette, piedi) oppure elettrica sono le soluzioni proposte dal rapporto che guardano alla riduzione dell’inquinamento e all’emergenza climatica.

Investire nell’ambiente conviene

Una scelta quella di investire in tecnologie pulite che dovrebbe piacere agli investitori, difatti secondo uno studio pubblicato nel Journal of Urban Health, per ogni dollaro investito nel United States Clean air act è stato generato un guadagno di almeno 30 dollari nel 2019. Altro esempio virtuoso lo abbiamo da Bogotà, in Colombia, dove è stato valutato che ogni dollaro investito nel progetto “una giornata a settimana senza auto”, ha prodotto tra i 3,20 e i 4,30 dollari in benefici per la salute. Benefici efficaci sia nei Paesi ad alto reddito che in quelli a basso reddito.

La stessa chiusura delle centrali a carbone “può portare benefici sanitari maggiori del valore dell’elettricità generata”. L’analisi su questo cita uno studio pubblicato su Proceedings of the National academy of sciences, che ha valutato come “investimenti in fonti di energia pulita potrebbero ridurre fino a quasi due terzi le morti premature collegate all’inquinamento atmosferico nel mondo”.

Il ruolo dei Governi

La scelta e l’azione si gioca molto su un piano politico. L’analisi evidenzia come sia centrale “stabilire una data per lo stop alle vendite di veicoli a motore a combustione interna” e contestualmente “promuovere il trasporto pubblico, infrastrutture pedonali e ciclistiche sicure, e forme di mobilità a basse emissioni”. Tutte scelte che solo una amministrazione cittadina e un piano nazionale possono portare avanti. Su questo l’analisi suggerisce di valorizzare i momenti delle “domeniche a piedi” come un’occasione per conoscere e innamorarsi di una città e uno stile di vita senza auto. Un’impresa che con le dovute implementazioni infrastrutturali può essere realizzata.

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