AntartideLe attività umane, l’inquinamento, l’acidificazione e la pesca illegale, oltre all’introduzione di specie aliene invasive stanno danneggiando seriamente e facendo mutare l’ecosistema dell’Antartide.

Come dichiarato anche dalla sottosegretaria al ministero della Transizione ecologica, Ilaria Fontana, intervenuta alla Conferenza ministeriale preparatoria della quarantesima riunione annuale della commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell’Antartide, la necessità di incrementarne la protezione sta diventando sempre più urgente. 

La decennale presenza italiana in Antartide

“L’Italia – afferma la sottosegretaria – è presente in Antartide dal 1985, con la base scientifica Mario Zucchelli dove ospita ogni anno circa 275 ricercatori e condotto, ad oggi, 34 missioni annuali con risultati rilevanti sul piano della conservazione degli habitat e delle specie viventi. Un risultato importante come mostrato dal programma di ricerca sui mammiferi antartici, e dal progetto Estro sull’analisi degli sbilanciamenti ecologici, dovuti a differenti gradienti di salinità marina nel mare di Ross”.

Il nostro Paese   continua – ha da sempre sostenuto la necessità di intervenire, in Antartide, con la designazione di Aree marine protette. A conferma di tale impegno, l’Italia sostiene la necessità di una sessione speciale la cui attenzione sia dedicata alla tematica delle Aree marine protette e, nello specifico, delle proposte di designazione di nuove aree in Antartide orientale, nel Mare di Weddell e nella Penisola Antartica”.

I risultati ottenuti

A questo si aggiunge il risultato ottenuto sotto la presidenza italiana G20 nel luglio scorso. Nel comunicato ambiente, sottoscritto a Napoli il 22 luglio, i ministri dei Paesi del G20 si sono impegnati a fornire pieno supporto al proseguimento dell’impegno della Commissione CcamlrCommission for the conservation of Antarctic marine living resources, riconoscendo l’efficacia di aree marine protette, in particolare in Antartide est, Mare di Weddel e Penisola Antartica, per la tutela di ecosistemi sensibili rappresentativi dell’area della Convenzione.

L’Italia ritiene questo risultato un traguardo fondamentale e un forte sostegno al processo in corso, soprattutto nei confronti di coloro che ancora esitano sulla designazione di nuove aree protette in Antartide.

Confermiamo la massima disponibilità a collaborare affinché si ottenga questo traguardo nel minor tempo possibile”, conclude la sottosegretaria Fontana. 

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Redazione
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