aree marine protette

Comprendere, pianificare, valutare e monitorare in modo coerente la protezione degli oceani nelle Aree marine protette. Un nuovo quadro scientifico per raggiungere questi obiettivi è offerto dall’articolo The Mpa Guide: A framework to achieve global goals for the Ocean, una vera e propria guida redatta da 42 scienziati esperti in scienze biologiche e sociali appartenenti a 39 istituzioni di sei continenti. Tra questi, unico scienziato italiano a firmare l’articolo è Paolo Guidetti, dirigente di ricerca del dipartimento di Ecologia marina integrata presso la stazione zoologica “Anton Dohrn – Istituto nazionale di biologia ecologia e biotecnologie marine di Napoli.

Si tratta di uno studio peer-reviewed pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Science che intende proporsi come strumento utile a rimuovere la confusione su cosa si intende veramente con l’accezione di “protetto” e quali risultati possiamo aspettarci dalle Aree marine protette. Questo bisogno di chiarezza arriva in una fase importante, poiché la comunità globale è pronta a prendere importanti decisioni sulla conservazione degli oceani, tra cui il Congresso mondiale dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) di quest’anno a Marsiglia, la Cop26 a Glasgow nel Regno Unito e la Convenzione sulla diversità biologica – Cop 2022.

Mari e oceani: il ruolo delle Aree marine protette

Le Aree marine protette sono strumenti di conservazione destinati a proteggere la biodiversità, promuovere ecosistemi marini sani e resilienti e fornire benefici alla società. Nonostante la loro codificazione negli accordi internazionali, l’efficacia delle Aree marine protette è attualmente minata dalla confusione sulle stesse tipologie e dai conseguenti esiti estremamente diversi.

La guida, pertanto, vuole presentare un quadro chiaro e soprattutto guidato dalla scienza per aiutare gli interventi di progettazione e valutazione: le Aree marine protette vengono classificate per stadio di istituzione e livello di protezione, specifica i risultati diretti e indiretti risultanti per la biodiversità e descrive le condizioni chiave necessarie per ottenere risultati positivi nel quadro della tutela.

Una guida globale per valutare lo stato degli oceani e conservare la biodiversità

La Guida fornirà un supporto al raggiungimento dell’obiettivo di proteggere e conservare almeno il 30% di mari e oceani entro il 2030, un impegno assunto dai leader di tutto il mondo alla riunione della Convenzione sulla diversità biologica (Cbd) a Kunming, in Cina, nell’agosto 2021.

Il livello di protezione, e quindi l’efficacia delle azioni di tutela, influenzerà notevolmente il futuro stato degli oceani. Gli ecosistemi oceanici del passato erano abbondanti e diversi per specie e habitat ma l’impatto delle attività umane li ha sempre più impoveriti e perturbati. Le Aree marine protette, insieme a strategie di mitigazione del clima e usi più sostenibili degli oceani, possono contribuire a conservare e ripristinare la biodiversità e gli ecosistemi resilienti.

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Redazione
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