acque marino-costiere Cetraro
Vista sul mare di Cetraro © Alessia Gravina

È partita il 18 maggio la campagna Lockdown promossa dal Corpo delle Capitanerie di porto e dall’Arpa Calabria per acquisire informazioni e dati scientifici sullo stato delle acque marino-costiere nella Fase 2 del Covid-19. La ricerca riguarderà le aree marine protette e le zone limitrofe che hanno vissuto un miglioramento delle condizioni degli habitat naturali. Complici lo stop alle attività industriali e agli spostamenti individuali, anche nelle spiagge non più affollate da bagnanti e diportisti.

I prelievi nei mari Ionio e Tirreno

Il campionamento delle acque marine costiere della fascia ionica e tirrenica sarà effettuato da sei imbarcazioni, equamente suddivise, delle Capitanerie di porto della Calabria. A bordo il personale di ricerca dell’ArpaCal effettuerà due prelievi: uno entro i 500 metri dalla battigia e uno entro il miglio nautico. Insieme a loro ci saranno due unità di personale del Crsm-Arpacal. I porti interessati sono quelli di Cetraro, Vibo Marina, Reggio Calabria, Roccella Jonica, Crotone e Corigliano.

I risultati del lockdown su acque marino-costiere

I campioni prelevati saranno analizzati nei laboratori biotossicologico e chimico dei dipartimenti provinciali Arpacal di Catanzaro e Cosenza. I risultati della campagna Lockdown sulla qualità delle acque marino-costiere saranno comparati con quelli acquisiti con il Piano di tutela delle acque (Pta) della regione Calabria e saranno pubblicati in un report. In questo modo si otterrà una fotografia della salute del mare antecedente e successiva al picco di emergenza da Covid-19. Il primo ciclo di campionamenti dovrebbe concludersi entro la fine di maggio.

“Alla richiesta dei ministri De Micheli e Costa non potevamo che dare la nostra convinta adesione, consapevoli dell’importanza del progetto in questo delicato momento storico per il Paese”, ha commentato il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra.

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