bonifiche dei siti orfani Mite
foto Pixabay

Il ministero della Transizione ecologica ha definito i criteri per gli interventi di bonifica da realizzare con i fondi del Pnrr dei cosiddetti “siti orfani”, ovvero siti contaminati che non sono stati bonificati dai proprietari dei terreni né dai responsabili inadempienti o sconosciuti.

Pertanto le Regioni, grazie a questi criteri, stabiliti con un decreto dalla “Direzione generale uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche”, potranno presentare delle proposte di progetto di bonifica che saranno finanziate con i fondi del Pnrr.

I criteri da rispettare

Tra i criteri che devono essere rispettati, innanzitutto gli obiettivi fissati dal Pnrr, che si prefiggono di riqualificare almeno il 70% della superficie oggetto di intervento. Inoltre, gli interventi devono essere: coerenti con la normativa nazionale e comunitaria, rispettare il principio “non arrecare un danno significativo”, essere attuati da un soggetto pubblico in possesso di specifici requisiti e concludersi entro il 31 marzo 2026.

La cifra messa a disposizione dal Pnrr per la bonifica dei siti orfani ammonta a 500 milioni di euro con la misura M2C4 3.4.
La lista dei siti da bonificare è già stata approvata a novembre 2021 dalla “Direzione risanamento ambientale” del Mite (Decreto direttoriale n. 222 del 22 novembre 2021).
Il nuovo decreto emanato dalla nuova Direzione generale “Uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche” (n. 15 del 23 febbraio 2022) stabilisce i criteri per la valutazione delle proposte progettuali presentate dalle Regioni. Il Pnrr prevede che venga redatto un Piano d’azione che individui gli specifici progetti da finanziare secondo un criterio di ripartizione tra le singole regioni. Con queste ultime, successivamente, saranno conclusi degli accordi di programma finalizzati a definire un cronoprogramma degli interventi, nonché le modalità di monitoraggio e rendicontazione.

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