Storico accordo a Mombasa: $6,4 miliardi per la tutela dell’oceano

La prima storica conferenza in Africa

Quando si parla di oceani in realtà si dovrebbe dire Oceano come spesso abbiamo sentito chiarire la dottoressa Francesca Santoro, oceanografa dell’IOC/UNESCO. Perchè è una unica massa di acqua che contraddistingue il nostro piante a da cui dipendono un miliardo di persone per il proprio sostentamento, eppure la salute dei nostri mari non è mai stata così a rischio.

La risposta globale non si è fatta attendere: si è conclusa a Mombasa, in Kenya, l’edizione 2026 della Our Ocean Conference, la prima ospitata sul suolo africano. Un appuntamento storico che ha registrato una mobilitazione senza precedenti, traducendosi in ben 320 nuovi impegni programmatici per un valore complessivo di 6,4 miliardi di dollari.

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L’evento ha riunito oltre 5.000 partecipanti tra capi di Stato, ministri, scienziati, leader indigeni e rappresentanti dell’imprenditoria e della società civile, consacrando l’Africa come nuovo fulcro della governance marittima internazionale.

i numeri della conferenza Our Ocean Conference 2026
I numeri della conferenza Our Ocean Conference 2026

I pilastri dell’accordo: pesca sostenibile, finanza e mega-aree protette

La conferenza ha convertito le ambizioni politiche in investimenti tangibili, distribuiti su diverse aree strategiche:

  • Finanza per lo sviluppo: il Gruppo Banca Mondiale ha annunciato lo stanziamento di 1 miliardo di dollari nei prossimi due anni per sostenere la transizione verso economie blu resilienti nei Paesi in via di sviluppo.

  • Super-aree protette: La Polinesia Francese estenderà le tutele all’interno di Tainui Atea (l’area marina protetta più grande del mondo) introducendo oltre 27.000 km2 di nuove zone di protezione costiera, seamount e restrizioni alla pesca.

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  • Ricerca e Clima: l’Australia impegnerà 92,9 milioni di dollari australiani in quattro anni per la scienza marina antartica e delloude, focalizzandosi sugli impatti climatici sul krill e sul ghiaccio marino. Ha inoltre stanziato oltre 68 milioni di dollari australiani per contrastare la proliferazione di alghe tossiche che sta colpendo l’Australia Meridionale.

  • Infrastrutture locali: il Canada ha destinato 682 milioni di dollari al programma Small Crafts Harbours per sostenere la pesca locale e la resilienza delle comunità costiere rurali.

  • Sicurezza alimentare: la Norvegia ha lanciato un’iniziativa regionale per rafforzare il coordinamento scientifico e politico sui cibi acquatici e la nutrizione in tutto il continente africano.

Il Kenya guida la riscossa africana contro la pesca illegale

L’Africa, forte di 38 Stati costieri e insulari e di oltre 13 milioni di $\text{km}^2$ di Zone Economiche Esclusive (ZEE), ha pagato storicamente un prezzo altissimo per lo sfruttamento incontrollato delle proprie risorse. La pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU) sottrae alle economie del continente tra gli 11 e i 13 miliardi di dollari ogni anno.

In qualità di Paese ospitante e membro fondatore dell’High Level Panel per un’Economia Oceanica Sostenibile, il Kenya ha risposto promuovendo 42 impegni per un valore di circa 1 miliardo di dollari. Tra le misure più rilevanti spicca lo stanziamento di 200 milioni di dollari per installare sistemi di monitoraggio elettronico su tutte le imbarcazioni da pesca industriale che operano nelle sue acque territoriali.

“Questa conferenza serve a trasformare le parole in impegni, gli impegni in azioni e le azioni in un’eredità di cui andare fieri.”

Hassan Ali Joho, Ministro keniota delle Miniere e dell’Economia Blu

La forza dei giovani e la cultura della responsabilità

Una delle novità più significative di questa edizione è stata la centralità della leadership giovanile. In parallelo all’evento principale si è svolto lo Youth Leadership Summit (OOC11). Con oltre il 70% della popolazione africana sotto i 35 anni, il focus si è spostato sulla creazione di opportunità lavorative legate alla conservazione.

Progetti come il ripristino delle mangrovie e delle zone umide costiere in Kenya, guidati da associazioni giovanili locali, hanno dimostrato come la tutela della biodiversità possa camminare di pari passo con il sostentamento economico e la lotta alla crisi climatica.

“Per molti giovani africani l’oceano non è semplicemente una questione ambientale. È una fonte di posti di lavoro, sicurezza alimentare e opportunità economica. Investire nella salute degli oceani significa investire nel futuro dell’Africa.”

Wanjira Mathai, Managing Director per l’Africa del World Resources Institute (WRI)

Tracciabilità dei risultati: i dati del WRI

A differenza di altri summit internazionali, la Our Ocean Conference monitora l’efficacia reale delle promesse fatte. I dati pubblicati dal Segretario della conferenza (il WRI), che ha analizzato l’andamento dei progetti dal 2014 a oggi, rivelano che circa il 78% degli impegni assunti in Africa è stato completato o è in fase di attuazione avanzata.

Qui il report: Our Ocean Conference Commitment Implementation in Africa

Se in passato i finanziamenti e le decisioni piovevano dall’esterno del continente, Mombasa 2026 certifica un cambio di paradigma definitivo: il futuro degli oceani si scrive ora attraverso soluzioni, capitali e competenze saldamente a guida africana.


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