Di fronte alle coste della Cornovaglia, il sottosuolo britannico ha iniziato a svelare il suo potenziale energetico. Geothermal Engineering Ltd (GEL) ha annunciato l’avvio della generazione commerciale di energia presso l’impianto di United Downs, un traguardo che trasforma il calore delle rocce granitiche in una risorsa strategica per la transizione ecologica.

Un record di profondità e calore
Il progetto ha richiesto la perforazione di due pozzi direzionali estremamente profondi: un pozzo di produzione che raggiunge i 5.275 metri e uno di iniezione a 2.393 metri. Entrambi intersecano la zona di faglia di Porthtowan, attingendo a riserve d’acqua che superano i 190°C, la temperatura più alta mai registrata nel sottosuolo del Regno Unito.
Questo calore costante permette di generare energia “baseload” (a carico di base), ovvero disponibile 24 ore su 24, a differenza di eolico e solare. Octopus Energy ha già siglato un accordo per l’acquisto di 3MW di potenza, sufficienti a soddisfare il fabbisogno di circa 10.000 abitazioni.
Tecnologia italiana e sfide finanziarie
Il successo di United Downs parla anche italiano: l’impianto è stato sviluppato in collaborazione con il fornitore tecnologico Exergy International. Nonostante l’eccellenza tecnica, il percorso non è stato privo di ostacoli.
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“Ci sono voluti molti più anni del previsto,” ha dichiarato Ryan Law, CEO di GEL. “Non tanto per ragioni tecniche, quanto per barriere finanziarie. È stato difficile convincere gli investitori a finanziare il pozzo più profondo del Paese su una risorsa che non era mai stata testata prima nel Regno Unito.” Oggi, quel rischio sembra ampiamente ripagato, aprendo la strada a nuovi flussi di investimento nel settore.
La miniera liquida: Il litio più concentrato al mondo
La vera rivoluzione di United Downs risiede però nella sua capacità di estrazione mineraria sostenibile. Parallelamente alla produzione elettrica, GEL ha avviato la produzione su scala commerciale di carbonato di litio, materiale essenziale per le batterie dei veicoli elettrici.
I dati sono davvero importanti:
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Concentrazione: il fluido geotermico contiene oltre 340 ppm di litio, una delle concentrazioni più alte al mondo.
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Capacità: l’impianto può produrre 100 tonnellate all’anno.
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Efficienza: il processo sfrutta il salto termico del fluido. Dopo aver generato elettricità, la temperatura dell’acqua scende da 175°C a circa 55°C, una condizione definita da Law come “perfetta per l’estrazione del litio”.
Verso un nuovo modello industriale
Il traguardo della Cornovaglia dimostra che la geotermia può essere molto più di una semplice fonte di calore. Integrando la produzione di energia pulita con il recupero di materie prime critiche, l’Europa potrebbe aver trovato una chiave per ridurre la dipendenza dalle importazioni estere, rafforzando la propria autonomia industriale nel cuore della rivoluzione elettrica.
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