Idrogeno e comunità energetiche: al via H2Score a Quarona

La sua realizzazione pratica avverrà nel Comune di Quarona, in Valsesia

Il progetto europeo H2Score (Hydrogen Storage and Fuel Cells for Optimised Renewable Energy Communities), lanciato ufficialmente l’1 dicembre scorso, si propone di dimostrare in che modo l’idrogeno possa essere integrato efficacemente nelle Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer) per aumentarne la flessibilità, l’autonomia e la capacità di sfruttare appieno le fonti rinnovabili prodotte localmente.

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Il progetto, finanziato con un budget complessivo di 6 milioni di euro (di cui 5 milioni dall’Unione Europea tramite il programma Horizon Europe – Clean Hydrogen Partnership), ha tenuto il suo kick-off meeting l’11 e 12 dicembre presso l’Environment Park a Torino. La sua realizzazione pratica avverrà nel Comune di Quarona, in Valsesia, che ospiterà l’infrastruttura sperimentale.

Idrogeno per la flessibilità a Quarona (VC)

Al centro di H2Score c’è l’installazione di un sistema integrato per la produzione, lo stoccaggio e l’utilizzo dell’idrogeno basato su due approcci tecnologici complementari. L’idrogeno viene identificato come una soluzione cruciale sia per l’accumulo di energia a lungo termine, compensando le variazioni stagionali delle rinnovabili, sia per fornire, insieme ad altri stoccaggi a breve termine, servizi di flessibilità e bilanciamento alla rete elettrica.

Il primo approccio, a bassa temperatura, impiega un elettrolizzatore Pem, lo stoccaggio dell’idrogeno in idruri metallici e celle a combustibile Pem. La seconda soluzione, ad alta temperatura, si basa su un modulo rSoc (reversible Solid Oxide Cell), in grado di operare sia in modalità cella a combustibile che in elettrolisi. Questo modulo rSoc sarà anche alimentato con syngas prodotto da un gassificatore che sfrutta la biomassa locale. Un aspetto innovativo è l’integrazione con il teleriscaldamento di Quarona, piccolo Comune in provincia di Vercelli, che permetterà di recuperare e valorizzare il calore di scarto del sistema ad alta temperatura.

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Innovazione nello stoccaggio e legame territoriale

Una delle principali innovazioni tecnologiche del progetto consiste nell’adozione dello stoccaggio dell’idrogeno negli idruri metallici. Questa soluzione è considerata compatta, intrinsecamente sicura e opera a basse pressioni, il che semplifica le normative e ne favorisce l’accettazione anche in contesti urbani. Inoltre, l’utilizzo della biomassa locale, già parte della filiera del teleriscaldamento, rafforza il legame del progetto con il territorio e la sua economia circolare. Accanto all’infrastruttura fissa, il progetto includerà un generatore portatile a idrogeno da impiegare in eventi o situazioni temporanee come alternativa ecologica ai tradizionali generatori diesel.

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La partnership internazionale coordinata dal politecnico di Torino

Il progetto è coordinato dal politecnico di Torino, con la guida scientifica della professoressa Marta Gandiglio del dipartimento Energia Galileo Ferraris (Denerg), e coinvolge 15 partner internazionali. Il team include i ricercatori del gruppo Steps. Nella nota stampa, la professoressa Gandiglio ha evidenziato come l’idrogeno, in contesti e condizioni specifici, possa diventare un elemento chiave per sostenere sistemi multi-energetici complessi, soprattutto dove coesistono diverse fonti rinnovabili locali e vettori energetici finali. Ha inoltre espresso grande soddisfazione per la scelta del Piemonte come piattaforma unica per testare e analizzare tecnologie innovative, offrendo al contempo ai cittadini l’opportunità di conoscere soluzioni ad alta efficienza e a zero emissioni.

Tra i partner locali, Environment Park è responsabile per l’unità portatile, il supporto regolatorio alle Cer e la comunicazione, mentre Engreen si occuperà della progettazione, installazione del sito dimostrativo e delle analisi di replicabilità in Italia. Il consorzio comprende, inoltre, fornitori di tecnologia specializzati. Fanno parte del progetto anche partner accademici e industriali europei per la valutazione ambientale, la sicurezza, la modellazione energetica e la replicabilità.

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H2Score: campagna dimostrativa e replicabilità globale

H2Score prevede una campagna dimostrativa di un anno per monitorare le prestazioni energetiche, i benefici ambientali e sociali, inclusa la misurazione delle emissioni inquinanti e delle perdite di idrogeno.

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Parallelamente, sono previsti quattro studi di replicabilità in altre aree geografiche: oltre che in Italia, anche in Spagna (university of Burgos), in Svizzera (Azienda Elettrica Massagno) e in Canada (Yukon University). Questi studi mirano a valutare l’adattabilità del modello a diversi contesti normativi e geografici, oltre a identificare le condizioni ottimali per l’efficacia delle tecnologie a idrogeno.

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