Eni punta sui minerali critici: investimento da 70 milioni di dollari nella grafite canadese di NMG

Eni accelera nella strategia di diversificazione energetica e annuncia il suo ingresso ufficiale nel settore dei minerali critici. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha deliberato un investimento di 70 milioni di dollari in Nouveau Monde Graphite (NMG), società canadese leader nella produzione di grafite naturale e materiali avanzati per le batterie, quotata alle borse di Toronto e New York.

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L’operazione si inserisce in un aumento di capitale complessivo di 297 milioni di dollari, sostenuto anche da importanti investitori istituzionali come il Canada Growth Fund e Investissement Québec (controllati rispettivamente dal governo federale e da quello provinciale), oltre che da un’offerta pubblica. Al termine dell’operazione, Eni deterrà circa l’11,5% del capitale di NMG e avrà diritto a un seggio nel Consiglio di Amministrazione.

Il progetto Matawinie: una filiera integrata

I fondi saranno destinati allo sviluppo del progetto minerario di Matawinie Mine, un giacimento di grafite naturale di alta qualità situato in Québec. Il progetto è parte di un modello verticalmente integrato: la grafite estratta sarà infatti raffinata direttamente da NMG presso lo stabilimento di Bécancour, trasformandola in materiale attivo per anodi di batterie.

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La grafite è considerata una materia prima fondamentale e “critica” per la transizione energetica, essendo la componente principale degli anodi nelle batterie agli ioni di litio.

Obiettivo Brindisi: la Gigafactory italiana

L’investimento non ha solo una valenza finanziaria, ma industriale e strategica per l’Italia. Grazie a questa partnership, Eni potrà negoziare in esclusiva l’approvvigionamento di grafite e materiale anodico. Queste risorse saranno destinate alla Gigafactory di Brindisi, l’iniziativa già avviata dal gruppo per la produzione di batterie al litio stazionarie (destinate allo stoccaggio di energia elettrica).

L’ingresso nella catena del valore dei minerali critici permette a Eni di:

  • Diversificare le filiere: ridurre la dipendenza da mercati esteri volatili.

  • Sicurezza degli approvvigionamenti: garantire materie prime certificate e sostenibili per l’industria nazionale.

  • Know-how tecnologico: valorizzare le proprie competenze tecniche in un settore ad alto margine e ad elevato contenuto tecnologico.

Prossimi passi

Il completamento dell’operazione è subordinato all’approvazione dell’Assemblea Generale degli Azionisti di NMG, prevista per la seconda metà di maggio 2026. Se approvato, l’accordo segnerà una pietra miliare nel percorso di Eni verso il ruolo di attore integrato nella mobilità sostenibile e nello stoccaggio energetico, collegando direttamente le risorse minerarie canadesi alla produzione industriale pugliese.


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