Cese promuove il nucleare: “Essenziale per abbandono fossili”

Il Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese) ha adottato un parere, durante la sua sessione plenaria di dicembre, che sottolinea con forza come l’energia nucleare sia un elemento cruciale nel processo di decarbonizzazione dell’Unione Europea. Questa posizione appare particolarmente rilevante nel contesto della necessità dell’UE di consolidare la propria autonomia strategica nel campo energetico e in quello tecnologico.

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Foto di Carl Gruner su Unsplash.

Il parere del Cese ha analizzato l’Ottavo Programma Illustrativo Nucleare (Pinc) della Commissione Europea, pubblicato nel giugno 2025. Il Pinc, richiesto dall’articolo 40 del Trattato Euratom, fornisce una panoramica completa delle esigenze di investimento nel settore nucleare, abbracciando tutte le fasi del ciclo di vita e contribuendo al dibattito sul ruolo del nucleare nel raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050, sempre in linea con i massimi standard di sicurezza.

Stabilità, diversificazione e sostegno all’industria

Secondo il Comitato, l’energia nucleare rappresenta un fattore chiave per diversificare l’approvvigionamento energetico dell’Unione, poiché fornisce elettricità a basse emissioni di carbonio, sicura e altamente affidabile. Questa affidabilità è essenziale per mantenere la stabilità della rete elettrica in gran parte del tempo, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche o dall’ora del giorno, riducendo al contempo la pressione sui costi sistemici.

Si evidenzia che il nucleare può svolgere un ruolo significativo nel sostenere la transizione industriale complessiva dell’UE, rafforzando la resilienza contro le interruzioni delle forniture e complementando l’uso delle fonti rinnovabili, limitando così la dipendenza dai combustibili importati. In tale ottica, sia le industrie esistenti (come quelle dell’acciaio, del cemento e della chimica) sia i settori emergenti (come i data center) potrebbero beneficiare di un flusso costante di energia elettrica decarbonizzata.

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Nucleare: misure concrete per sbloccare gli investimenti

Nonostante l’importanza strategica riconosciuta e il Pinc della Commissione che indica una necessità di investimenti significativi (circa 241 miliardi di euro entro il 2050, includendo sia l’estensione della vita operativa dei reattori esistenti che la costruzione di nuove unità, oltre agli investimenti aggiuntivi per reattori modulari avanzati e la fusione), il Cese ha espresso rammarico per l’assenza di specifiche misure abilitanti o di un vero e proprio piano d’azione nel Programma.

Il Comitato ha perciò esortato la Commissione EU a includere misure regolamentari e finanziarie concrete per sbloccare gli investimenti nel settore, promuovere lo sviluppo di strutture innovative per il ciclo del combustibile e fornire dati specifici sugli investimenti necessari per il ciclo del combustibile nucleare. La correlatrice, Alena Mastantuono, ha ribadito la necessità di misure attuative, sottolineando che l’attuale contesto geopolitico impone all’Unione di sviluppare capacità interne, pertanto la catena del valore nucleare necessita di sostegno in termini di competenze, ricerca e catena di approvvigionamento del combustibile.

Il Cese ha raccomandato l’accelerazione degli investimenti attraverso disposizioni specifiche. Tra queste figurano la semplificazione dei processi per gli aiuti di Stato, la possibilità di accesso ai fondi di coesione dell’UE, un quadro di finanziamento sostenibile, la razionalizzazione delle procedure di licenza e l’accelerazione delle decisioni a livello comunitario e nazionale. Inoltre, il Comitato ha suggerito di estendere all’energia nucleare le stesse agevolazioni previste per gli investimenti nelle fonti rinnovabili, riconoscendo la loro complementarietà e il diritto degli Stati membri di definire il proprio mix energetico.

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L’importanza del dialogo trasparente con la società civile

Un altro aspetto fondamentale sollevato nel parere riguarda il dialogo con la società civile. Il Cese ha ribadito che un dialogo trasparente rimane cruciale per costruire la fiducia, il senso di appartenenza e l’accettazione sociale, un elemento che, a suo avviso, dovrebbe essere affrontato in modo più prominente nel Pinc. Viene anche evidenziata la mancanza di finanziamenti dedicati a una partecipazione significativa della società civile.

Il Comitato sostiene, infine, che le decisioni relative a nuovi progetti nel settore nucleare, compreso lo sviluppo di nuove tecnologie, dovrebbero essere prese solo a seguito di un dialogo ampio e trasparente con la società civile, che copra gli aspetti tecnici, economici, sociali e ambientali. Il coinvolgimento pubblico è visto come essenziale per garantire che le strategie energetiche riflettano le priorità della società, quali la sostenibilità, l’affidabilità, l’uso del suolo e la responsabilità per la gestione a lungo termine dei rifiuti.

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