Transizione al bivio: tra costi d’accesso, efficienza e il ritorno del dibattito sul nucleare

Il confronto al Forum Energia a Rapallo

“Se guardiamo allo scenario internazionale in questo momento, capiamo che per una maggiore efficienza e autonomia energetica abbiamo bisogno di elettrificare i consumi”. È quanto afferma Sonia Sandei, special advisor Assoclima, nel corso della tavola rotonda “La geopolitica della competizione: risorse, tecnologie e rotte di approvvigionamento energetico”. Il dibattito si è svolto a Rapallo all’interno dell’evento “Transizione al bivio: sicurezza, sostenibilità, accessibilità”, parte della terza edizione del Forum sull’Energia, organizzato da Telenord in collaborazione con Quotidiano Energia il 7 e 8 maggio.

immagine partecipanti al tavolo La geopolitica della competizione: risorse, tecnologie e rotte di approvvigionamento energetico
Partecipanti al tavolo: La geopolitica della competizione: risorse, tecnologie e rotte di approvvigionamento energetico

In questo contesto, la filiera del riscaldamento, della refrigerazione e del raffrescamento rappresenta un’eccellenza italiana ed europea. Uno studio ha dimostrato come questo comparto valga 83 miliardi di euro, “una cifra pari alla filiera del design o del mobile”; per questo, sottolinea Sandei, “è importante ragionare in numeri e in posti di lavoro: parliamo di 400mila addetti”.

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“Bisogna ridurre i consumi”, continua Sandei, “e questa tecnologia permette di farlo del 50%”. Si tratta di una soluzione matura che va tutelata all’interno dell’Industrial Acceleration Act. Ma è tutto positivo? “I costi d’accesso sono ancora un po’ elevati”, ammette l’advisor, ed è qui che serve la visione politica: un approccio che non sarebbe a fondo perduto, visto il rapido ritorno dell’investimento.

“Siamo tutti interessati a partecipare alla transizione energetica”, assicura Ivanhoe Romin, general manager di Axpo Italia, “ma il percorso deve essere graduale. Occorre lavorare in maniera sinergica per garantire stabilità e possibilità di investimento, guardando con attenzione anche agli stoccaggi annuali”.

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Fabrizio Fabbri, Ceo di Ansaldo Energia, ricorda che “l’energia elettrica cresce a un ritmo doppio rispetto agli altri trend energetici; in questo, i data center hanno impresso una domanda accelerata di energia stabile”. In questo scenario, ha senso tornare a parlare di nucleare? Secondo Fabbri, è un tema da affrontare seriamente: “Oggi i Paesi che utilizzano il nucleare hanno le emissioni giornaliere più basse. Attualmente si stanno costruendo 9 reattori nel mondo, ma nessuno in Italia”.

Infine, resta il nodo del costo energetico per l’utente finale. Su questo fronte, le utility possono fare la differenza. Alessandro Cecchi, direttore affari regolatori di Iren e Presidente AIRU, sottolinea come il Gruppo stia intervenendo con diverse iniziative a sostegno dei cittadini e contro la povertà energetica, evidenziando l’importanza dell’introduzione del bonus energia anche per chi usufruisce del teleriscaldamento.

Un’elettrificazione che non può fare a meno del gas come elemento di transizione che sia bio anche se ancora ce n’è poco o no, soprattutto per i settori hard to abate e la logistica di lunga percorrenza. Come ricordano gli altri partecipanti al tavolo come Costantino Amadei, presidente Gruppo Gnl Federchimica-Assogasliquidi;  Pier Lorenzo Dell’Orco amministratore delegato Italgas Reti e presidente di Proxigas e Leonardo Brunori energy executive vice president RINA.


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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.