Il solare termico rappresenta una tecnologia matura, interamente prodotta nel continente e pronta a essere installata su larga scala, ma necessita di un sostegno politico e finanziario proporzionato alla sua importanza strategica. L’appello è risuonato con forza durante il vertice preparatorio ad Anversa, dove i rappresentanti di Solar Heat Europe hanno incontrato i partner industriali e i delegati politici prima del Consiglio Europeo informale di Alden Biesen. Il messaggio è univoco e urgente: l’Europa non può raggiungere la neutralità climatica né garantire la propria competitività economica senza affrontare il nodo del calore rinnovabile.

In un contesto geopolitico ancora fragile, la sicurezza energetica passa inevitabilmente per la diversificazione delle fonti e per la protezione di quelle tecnologie che, come il solare termico, sono in grado di abbattere immediatamente la dipendenza dalle importazioni di gas naturale.
La centralità del calore nei processi industriali
I dati presentati durante il summit delineano una sfida monumentale per il settore produttivo europeo. Il calore assorbe infatti il 60% dell’intero fabbisogno energetico dell’industria e, dato ancora più significativo, la metà di questa domanda riguarda temperature inferiori ai 400°C. In questa fascia termica, le tecnologie solari rappresentano la soluzione più ovvia ed efficiente per la decarbonizzazione.
Nonostante ciò, lo sviluppo del settore è frenato da segnali politici incoerenti che minano la fiducia degli investitori, oltre che da pratiche di dumping commerciale messe in atto da industrie extra-UE. A queste critiche di Solar Heat Europe si aggiunge la carenza di supporto finanziario diretto, che rallenta l’integrazione di sistemi capaci di rendere le città e le imprese indipendenti dalle fluttuazioni dei prezzi della rete elettrica e dei combustibili fossili.
Diversificazione e sicurezza energetica oltre l’elettrificazione
Uno dei punti cardine della discussione ha riguardato la necessità di mettere il solare termico diretto sullo stesso piano dell’elettrificazione. Solar Heat Europe ha evidenziato come le tecnologie del calore rinnovabile siano decentralizzate e operino in totale autonomia rispetto alla rete elettrica, integrandosi facilmente con altre fonti di energia e con sistemi di stoccaggio termico a basso costo.
L’amministratore delegato di Tvp Solar, Piero Abbate, rivolgendosi ai capi di Stato e ai rappresentanti della Commissione, ha sottolineato l’urgenza di riequilibrare l’allocazione delle risorse europee. Secondo Abbate, le autorità nazionali e comunitarie devono riconoscere il valore delle soluzioni di calore rinnovabile già disponibili, le quali possono generare un impatto immediato sulla riduzione delle importazioni di gas, garantendo costi energetici prevedibili e stabili per le aziende.
Solare termico: protezione del Made in Europe e difesa delle Pmi
Il settore del solare termico è un pilastro della clean-tech europea, sostenuto da una vasta rete di piccole e medie imprese che alimentano l’intera catena del valore, dalla produzione all’installazione. La direttrice generale di Solar Heat Europe, Valérie Séjourné, ha espresso preoccupazione per l’attuale incertezza del mercato, che potrebbe mettere a rischio un comparto fondamentale per l’occupazione locale qualificata. Séjourné ha spiegato che, sebbene le tecnologie solari termiche siano chiaramente riconosciute nel Net-Zero Industry Act (Nzia), è necessaria un’attuazione più efficace della normativa.
La direttrice ha sollecitato la Commissione Europea a utilizzare in modo più strategico gli appalti pubblici e a investire massicciamente in ricerca e sviluppo, introducendo criteri chiari che premino il valore della produzione continentale per contrastare i trend di mercato negativi.
Finanza agevolata e strumenti per colmare il divario di investimento
Le attuali condizioni di mercato, caratterizzate da prezzi dei combustibili fossili temporaneamente bassi e da una scarsa visibilità sul futuro del pricing del carbonio, rendono difficili le decisioni di investimento a lungo termine. Poiché il solare termico richiede un investimento iniziale significativo ma presenta costi operativi quasi nulli, il supporto al capitale (Capex) diventa decisivo.
Solar Heat Europe propone l’adozione di strumenti finanziari dedicati, come prestiti verdi, contratti per differenza e modelli di business basati sul calore come servizio. Pur accogliendo con favore la creazione della Banca per la Decarbonizzazione Industriale, gli esponenti del settore hanno chiesto che tutte le tecnologie pulite possano competere ad armi pari, suggerendo in particolare di abbassare la soglia di ammissibilità dei progetti al di sotto dei 100°C per includere una platea più ampia di industrie.
Rimozione degli ostacoli burocratici e prospettive globali
L’espansione del settore richiede anche un deciso intervento di semplificazione amministrativa. L’industria chiede corsie preferenziali per le autorizzazioni relative sia all’installazione di campi solari termici per il riscaldamento urbano e industriale, sia alla costruzione di nuovi siti produttivi in Europa. Oltre ai confini comunitari, il settore si conferma un forte esportatore globale, ma per competere equamente sui mercati internazionali necessita di un migliore accesso a garanzie finanziarie e assicurative.
L’incontro di Anversa ha dunque permesso di rafforzare la collaborazione con settori chiave come l’alimentare, il chimico, il farmaceutico e quello della carta, pronti a integrare il solare termico nei propri processi produttivi. La palla passa ora ai decisori politici, chiamati a trasformare queste istanze in politiche di sostegno concrete e accelerate.
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