Il rapporto statistico Aiel sul parco impiantistico a biomasse in Italia evidenzia una decisa evoluzione del settore, caratterizzata da una progressiva trasformazione verso l’efficienza. I dati dimostrano chiaramente che il fattore determinante nella riduzione dell’impatto ambientale è la classe di qualità dei generatori, non semplicemente il loro numero.

I dati rilevano che tra il 2017 e il 2023, grazie all’impulso del Conto Termico e dei bandi regionali, si è assistito a una forte adozione di tecnologie avanzate:
- i generatori a 4 stelle sono passati da poco più di 90.000 unità a oltre 836 mila
- gli apparecchi a 5 stelle hanno raggiunto le 95 mila unità
- gli apparecchi obsoleti classificati a 2 stelle si sono ridotti di oltre un milione di unità.
Qualità degli impianti per riduzione delle emissioni
Questi miglioramenti qualitativi hanno prodotto risultati ambientali significativi: nel 2023, le emissioni di PM10 sono state stimate in circa 60.000 tonnellate, un calo del 37% rispetto al 2010. Questo notevole risultato è stato raggiunto a fronte di una riduzione molto più contenuta del numero totale di impianti, confermando che l’efficienza è la leva primaria per la sostenibilità.
Nonostante il trend positivo, il percorso di riqualificazione è ancora giudicato lungo e complesso. Il rapporto sottolinea che la stragrande maggioranza del parco installato, precisamente l’80,6%, appartiene ancora alla fascia dei generatori obsoleti (classe 2 stelle o non classificabili). Questa minoranza di impianti è responsabile di oltre il 90% delle emissioni complessive del settore.
Riscaldamento a biomasse e la sfida dell’obsolescenza
Questa distribuzione sbilanciata evidenzia la criticità del parco installato storico e l’urgenza di accelerare il suo ricambio tecnologico. I dati settoriali indicano chiaramente che la strategia più efficace per conseguire una drastica riduzione delle emissioni consiste nella riqualificazione del parco impiantistico esistente, che genera oltre il 92% delle emissioni totali. Al contrario, Aiel osserva che un ulteriore inasprimento dei requisiti per i nuovi impianti avrebbe un impatto marginale (inferiore al 4% sul totale delle emissioni) e rischierebbe paradossalmente di rallentare il processo di riqualificazione, che è già caratterizzato da una dinamica insufficiente.
Quattro azioni prioritarie per migliorare la qualità dell’aria
Alla luce delle evidenze dell’analisi, Aiel ha identificato quattro direttrici di intervento ritenute prioritarie per accelerare la transizione verso un parco impiantistico più efficiente e meno impattante:
- Riqualificazione prioritaria: dare la precedenza alla sostituzione degli apparecchi a 2 stelle
- Semplificazione degli incentivi: stabilizzare e rendere più accessibili gli strumenti incentivanti, garantendo requisiti chiari e omogenei su scala nazionale
- potenziamento dei controlli: rafforzare le attività di verifica, anche attraverso l’integrazione con i controlli sugli impianti a gas e l’uso di tecnologie innovative come droni e termocamere.
- Comunicazione efficace: adottare un approccio comunicativo che valorizzi i benefici economici, ambientali e sanitari delle moderne tecnologie, evitando narrazioni colpevolizzanti.
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