Entro la fine di quest’anno case e aziende situate nella zona di Islington, a nord di Londra, sfrutteranno il calore disperso dalla metropolitana londinese per il loro riscaldamento. L’energia termica, come si legge in un articolo del Guardian, verrà infatti recuperata e reimpiegata dai diversi edifici. Il progetto che rappresenta un esempio di un percorso più ampio che si sta diffondendo sempre di più nel Reno Unito e che punta a sfruttare il calore residuo di fabbriche, centrali elettriche, fiumi e pozzi di miniera oramai non più utilizzati per produrre energia pulita.

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Quantità stimate

Secondo una stima della Greater London Authority (GLA), spiega l’articolo del Guardian, a livello generale la quantità di calore sprecato nella capitale inglese potrebbe arrivare a coprire circa il 38% della domanda di riscaldamento della città.

L’esempio di Edimburgo

Un altro esempio della crescente diffusione di progetti legati a questo tipo di modalità di riscaldamento efficiente è stato realizzato a Edimburgo, in Scozia. Qui un team di ingegneri dell’azienda Ramboll ha realizzato una rete che sfrutta l’acqua accumulata da una miniera non più usata per generare calore. L’idea è di ricorrere a questa struttura come una sorta di grande batteria sotterranea.

I frigoriferi dei supermercati per riscaldare le abitazioni

Un altro esempio innovativo è quello che coinvolge i congelatori della catena di supermercati inglesi ASDA. Questi macchinari, come spiega il Guardian, saranno utilizzati come virtual battery pack per aiutare a fornire alimentazione ai sistemi di riscaldamento di 8500 case inglesi. In base a un accordo con la rete elettrica nazionale 300 negozi della catena della grande distribuzione metteranno a disposizione una quantità di energia che potrà arrivare a 13 megawatt.

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