Il PPP, partneriato pubblico privato, rappresenta il 10-13% del mercato del procurement. Il 15% dei contratti ha come focus temi energetici. Spiega la prof. di Practice of business government relations Sda Bocconi schoool of management Veronica Vecchi, nel corso del convegno PPP quale futuro organizzato da Assistal.

Serve però un salto culturale che non veda il PPP solo come un elemento di scambio economico ma come un valore in grado di pianificare le azioni e gli step dei progetti.
Si tratta di una “sfida tecnica per il pubblico”, secondo Erica Mazzetti, Commissione Ambente territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati. Sottolinea quindi come il ruolo della politica sia di “fare chiarezza”; mentre la premialità rispetto al prelazione potrebbe diventare appellabile al Tar se non si pone l’accento sulla qualità. Potrebbe essere questo il parametro che fa la differenza. Intanto un ruolo importante lo svolge il Codice degli appalti, sottolinea Mazzetti.
“Non credo che abbandoneremo questo tipo di modello” incalza Massimo Milani, Segretario Commissione ambiente territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati “Scarterei il confronto a due fasi, vista la lentezza di queste procedure, mentre il dialogo competitivo è già presente e sarebbe il metodo più adatto”. Rispetto al prelazione se la Commissione europea non la permette, non esclude che non sia coperto il costo di preparazione del progetto aggiunge Milani. Una soluzione che però non piace alle imprese.
“Si tratta di un mercato molto competitivo con grandi gruppi internazionali in particolare quelli francesi, con più di mille aziende italiane” ricorda il presidente di Assistal Robetto Rossi. “Fino ad oggi i PPP hanno avuto un grande successo. Se non siamo attenti a trovare il meccanismo giusto questo grande successo non ci sarà più” ammonisce.
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