La 44a edizione di Mce – Mostra Convegno Expocomfort ha registrato un’affluenza straordinaria, consolidando il proprio ruolo di piattaforma di riferimento assoluto per il comparto dell’impiantistica civile e industriale, della climatizzazione e delle energie rinnovabili. Nel corso dei quattro giorni di manifestazione si sono concentrati oltre 120.000 operatori professionali, con picchi di affluenza rilevati soprattutto durante la seconda e la terza giornata. Il dato più significativo emerge dalla componente internazionale: ben il 35% dei visitatori totali è giunto a Milano da oltreconfine, rappresentando ben 125 diverse nazioni.

Questa massiccia partecipazione globale riafferma il valore strategico dell’evento, configurandosi come un pilastro essenziale per lo sviluppo commerciale e la crescita economica delle aziende del settore, capaci di imporsi sui mercati nonostante la complessità e le tensioni dello scenario geopolitico internazionale.
L’Europa si conferma e l’Asia accelera
L’analisi dettagliata dei flussi esteri rivela una distribuzione geografica variegata che premia i mercati tradizionali ed evidenzia nuove aree di forte interesse. L’Europa occidentale mantiene la quota maggioritaria con il 38,4% delle presenze internazionali, guidata dalle delegazioni di Germania e Spagna. Segue l’Europa centrale con il 26,6%, comparto in cui la Polonia si conferma come il paese più rappresentato, accompagnata da una crescita significativa di professionisti provenienti da Repubblica Ceca e Slovacchia.
Al di fuori dei confini continentali spicca la performance dell’Asia, che raggiunge il 29,7% degli ingressi esteri grazie soprattutto al forte impulso della Cina. Si consolidano inoltre le presenze dal continente africano, con un incremento mirato dei paesi del bacino del Mediterraneo come Marocco, Egitto, Algeria e Tunisia. Dall’Oltreoceano si registra un flusso costante dal Nord America, guidato da Stati Uniti e Canada, e dal Sud America, con Brasile e Cile in prima linea. Il respiro globale della fiera è supportato anche dalla partecipazione di 214 delegazioni ufficiali provenienti da 34 nazioni, un dato in aumento rispetto al passato.
Nuovo ruolo dei progettisti e valore dell’integrazione di filiera
Un altro traguardo di rilievo per questa edizione riguarda l’evoluzione del profilo dei visitatori, con la partecipazione degli studi professionali che ha superato l’11% del totale complessivo. La presenza coordinata di architetti, ingegneri e geometri premia la strategia a lungo termine promossa dagli organizzatori, finalizzata a stimolare sinergie commerciali e progettuali all’interno di una filiera edilizia e impiantistica diventata sempre più integrata e complessa.
In merito a questi risultati, Massimiliano Pierini, managing director di RX Italy che organizza Mce, sottolinea nella nota stampa come i dati premino la manifestazione quale hub imprescindibile per il mercato globale. Il dirigente evidenzia che una quota internazionale pari al 35% dimostra la capacità dell’innovazione italiana di parlare un linguaggio universale e di rappresentare una leva di business vitale per l’export del made in Italy in un contesto macroeconomico difficile.
Pierini rimarca inoltre l’importanza del superamento dell’11% di presenze da parte degli studi di progettazione, definendolo il successo di un percorso volto a far dialogare i custodi della funzionalità degli spazi con gli esperti di sistemi Hvac+R, al fine di trasformare progetti visionari in soluzioni concrete e intelligenti per il futuro del costruito.
Il report Teha: il peso del settore sul Pil e le sfide future
Ad arricchire lo spessore scientifico della manifestazione è stata la presentazione del rapporto strategico intitolato Un settore in trasformazione. Le sfide della filiera Hvac+R nella transizione energetica, commissionato a Teha Group (The European House-Ambrosetti). Lo studio fotografa la filiera estesa in Italia, dimostrando come costituisca un motore economico di primo piano per l’intero sistema Paese. Il settore si colloca infatti al quinto posto tra i comparti manifatturieri per incidenza sulla crescita del Pil, con un valore pari al 2%, e guadagna la terza posizione per variazione dell’incidenza sul Pil stesso, incrementata dello 0,23%.
L’analisi evidenzia l’assoluta necessità di attuare politiche e strategie che favoriscano un salto di qualità nella programmazione industriale nazionale, individuando tre leve prioritarie d’azione. La prima riguarda la stabilizzazione del quadro normativo con un orizzonte temporale esteso almeno al decennio 2030/2035, elemento indispensabile per garantire certezza agli investimenti e alla domanda. La seconda leva punta sull’evoluzione del sistema formativo verso la valorizzazione delle competenze a livello d’impresa, una misura pensata per tutelare gli investimenti formativi delle piccole e medie imprese e contrastare la fuga dei talenti.
La terza priorità si concentra sull’attivazione di una collaborazione strutturale con le Its Academy, necessaria per formare i profili specialistici richiesti dalla transizione ecologica e digitale, arginando il forte disallineamento attuale tra domanda e offerta di lavoro in un mercato che nei prossimi anni richiederà un numero elevatissimo di professionisti qualificati.
Sostenibilità sul campo: la riduzione dell’impatto ambientale a Mce
Prendendo spunto dalle indicazioni emerse dal report, la manifestazione ha voluto ridefinire l’impronta ecologica della propria macchina organizzativa attraverso la redazione di un apposito vademecum rivolto a espositori e visitatori. Questa iniziativa, supportata da una capillare campagna di comunicazione multicanale prima e durante i quattro giorni di fiera, ha permesso di conseguire risultati tangibili sul fronte dell’efficienza e del rispetto ambientale. Il consumo energetico complessivo è stato ridotto del 31%, con l’approvvigionamento derivante interamente da fonti rinnovabili certificate, mentre la produzione totale di rifiuti ha registrato un calo del 37%.
Questo bilancio virtuoso della 44a edizione di Mce è il frutto di scelte gestionali precise. La produzione di materiale stampato è stata limitata a 171.000 copie, segnando una flessione di 45.000 unità rispetto al 2024; per di più, l’87% della carta impiegata è dotata di certificazione Fsc, con una riduzione del peso complessivo della carta del 22,6%. La totalità dei gadget ufficiali, inclusi zaini, cordini e bustine porta-badge, è stata realizzata con materiali riciclati o riciclabili. Inoltre, la superficie di moquette posata nei padiglioni è diminuita dell’83,7% rispetto alla precedente edizione ed è stata prodotta al 100% con materiali da riciclo. Ottimi riscontri si sono avuti anche sul fronte della mobilità sostenibile, con circa 13.000 passeggeri che hanno usufruito dei sistemi di trasporto collettivo messi a disposizione dall’organizzazione per raggiungere i padiglioni espositivi.
All’Mce di Milano anche solidarietà circolare e impatto sociale
L’impegno della fiera Mce ha travalicato i confini della sostenibilità ambientale per abbracciare progetti di solidarietà e responsabilità sociale a livello locale e internazionale. Grazie alla collaborazione con il programma Siticibo della Fondazione Banco Alimentare, sono stati recuperati stimati 321 chilogrammi di eccedenze alimentari provenienti dai punti di ristoro interni al quartiere fieristico.
A questa attività si è affiancata una donazione diretta al Banco Alimentare che ha consentito la distribuzione di un volume di cibo equivalente a 30.000 pasti per le persone in stato di bisogno. Infine, la manifestazione ha rinnovato il proprio sostegno alla onlus Just a Drop, finanziando un progetto internazionale finalizzato alla riparazione e al ripristino di pozzi d’acqua potabile in Zambia, portando così un aiuto concreto alle comunità locali.
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