Energy manager, ne servono di più sopratutto nella PA

Lo Stato in primis deve pretendere l'applicazione della legge dalle PA

Dal recente report di Fire su nomina EM per 2024 appare ancora una volta evidente la quasi totale assenza di EM nella PA. I numeri parlano chiaro solo 116 nomine su un totale di 1452 potenziali nominativi. Ancora più significativa è la mancanza di nomine tra i Comuni con più di 20.000 abitanti, soglia indicata proprio dalla Fire come soglia di obbligo per la nomina EM. Si tratta di 500 nomine a cui vanno aggiunti Regioni, Ministeri e quant’altro. Anche per la Sanità la parte pubblica e relativamente ridotta sono solo 126 le nomine in totale compresa presenza di privati.
Come energy manager ed Ege certificato che da anni mi occupo della materia. Ad esempio con gli interventi nel Comune di Buttigliera Alta che hanno ottenuto vari riconoscimenti, ritengo che bisogna agire per contrastare questa palese criticità nazionale anche con azioni concrete.
E’ lo Stato in primis a non pretendere il rispetto legge dalle PA. In questo modo anziché assurgere a best practice, come dovrebbe essere, nello attivare monitoraggi, valutazioni, per eliminare spese a cui tutti contribuiamo, gli uffici pubblici si dimostrano sostanzialmente assenti sul tema.

Un potenziale di risparmio energetico importante

C’è un’enorme area di potenziale risparmio energetico nella PA. Su questo ho svolto anche degli studi che mostrano dati di sprechi allarmanti facilmente risolvibili. E’ necessario e urgente attivare in modo vincolante per ogni PA la Scheda di Baseline (allegato 1 a legge) per EPC di CAM SERVIZI ENERGETICI- DM (che tra l’altro occorre siano rispettati in ogni appalto di tipo EPC).
La scheda, inserita da Mase, in accordo con Enea in testo di legge, è basata su consumi reali dedotti da bollette (per questo apprezzata da vari consulenti ma sconosciuta alle PA in genere) per cui consente in generale con una semplice rendicontazione, oltre che a fare conoscere a PA stessa i suoi consumi energetici anche di individuare obbligo o meno di nomina EM.
Solo un’azione obbligatoria può però indurre le PA ad ottemperare all’obbligo di legge. L’obbligo di nomina EM dovrebbe quindi essere perseguito anche attraverso misure vincolanti e efficaci degli Enti preposti, quali:
  • Stato – riduzione fondi a PA inadempienti
  • Regioni – vincolo base per ottenere finanziamenti (Paes “quanti lo hanno fatto e non hanno un EM se superavano i 100 tep/anno!!!, Epc, ristrutturazioni, Relamping IP, auto elettriche, ecc)
  • Gse – vincolo base per ottenere incentivi (Cam, Conto Termico,FV, ecc)
Il non obbligo dovrebbe essere attestato da PA attraverso trasmissione a Enea o a Regione della Scheda suddetta compilata per anno in corso. Un’approccio del genere credo porterebbe grandi benefici per Enea che disporrebbe di dati reali utili aggiornati.

Un’applicazione puntuale sarebbe da esempio per tutti

Se è vero che le leggi vanno applicate a tutti, in primis dalle PA, una applicazione uniforme e puntuale è il primo passo per una vera attenzione agli aspetti energetici. Diversamente, per chi come me da anni frequento questo contesto, si ascoltano solo parole rispetto l’attenzione in  termini ambientali ed energetici della PA. Nei fatti ci sono sprechi economici che tutti paghiamo, togliendo disponibilità ad altre spese importanti come la Sanità. Qui proprio sono pochi gli energy manager.
Allora si arriva alla riflessione finale: perché è permessa (es da parte Gse/Regione) la erogazione di incentivi/finanziamenti a PA che non rispettano obbligo di legge di nomina EM, da parte di quegli Enti che invece, correttamente, richiedono svariati attestati, certificazioni, per erogare aiuti? Chiudere un occhio dimenticarsi di un obbligo principale, non è forse un non rispetto di legge vincolante su cui tali Enti sono corresponsabili?
Per non concludere con il solito “la legge non è uguale per tutti”, ho già personalmente sensibilizzato Gse e Regione Piemonte (mia area di azione,) oltre a Mase e Enea, per una tempestiva e non più rimandabile azione del tipo suddetto o similare che comunque porti al rispetto di legge per la nomina degli EM della PA. Sperando anche che la presente sensibilizzazione o similare giunga a altre Regioni ed enti da parte di chi si occupa di Energia, in primis gli Ege certificati.
Facciamoci sentire!

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Energy manager, Ege ed ex Dirigente presso Intesa Sanpaolo