I Sistemi di Gestione dell’Energia (Sge) non sono più un optional per le aziende, ma una leva strategica capace di connettere il core business all’uso efficiente delle risorse, garantendo conformità normativa e accesso a nuove opportunità di capitalizzazione. Questa la sintesi del webinar promosso da Fire, che si è svolto il 16 luglio: un’occasione di aggiornamento sulle normative, il posizionamento della Iso 50001 nel contesto della transizione energetica e la presentazione di casi di successo.

Italia all’avanguardia, ma con margini di miglioramento
Nonostante l’Italia si distingua con un onorevole secondo posto mondiale per aziende certificate Iso 50001, e un quarto per siti certificati a fine 2023, il predominio della Germania, frutto di una politica lungimirante che ha legato l’accesso ai benefici per le imprese energivore all’adozione della certificazione, dimostra un potenziale ancora inespresso.
“L’adozione di un Sge aiuta le organizzazioni a rispondere alle priorità attuali in termini di riduzione dei costi e dei rischi sugli approvvigionamenti e delle emissioni, nonché di miglioramento della sostenibilità” ha sottolineato Dario Di Santo, direttore Fire. Evidenziando come ciò contribuisca agli obiettivi nazionali di riduzione dei consumi e all’aumento della sicurezza energetica.
Gestione dell’energia e obbligo del futuro: direttiva 1791/2023
La strada verso una gestione dell’energia più consapevole è segnata da un importante traguardo: a partire dal 2027, la certificazione Iso 50001 diventerà obbligatoria per tutte le imprese che superano gli 85 TJ (circa 2.030 tep) di consumi annui, in ottemperanza alla direttiva 1791/2023. Un dato che mette in luce una sfida significativa: se nel 2024 ben 451 organizzazioni certificate avevano un energy manager nominato (pari al 36%, con un aumento del 123% rispetto al 2017), le analisi di Enea indicano che oltre mille realtà dovranno adeguarsi a questo nuovo obbligo.
Il webinar ha visto la partecipazione di autorevoli voci del settore che hanno confermato come l’implementazione di un Sge porti a risultati concreti e vantaggiosi in comparti anche molto diversi tra loro. Ribadendo inoltre che sono l’impegno mirato e il coinvolgimento diffuso, all’interno dell’organizzazione, la chiave per trasformare la gestione dell’energia in un vero e proprio vantaggio competitivo.
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