Coordinato dall’Enea, Leap4sme è il progetto che fornisce supporto agli Stati membri e alle istituzioni europee al fine di sviluppare programmi di promozione per l’efficienza energetica nelle pmi. Recentemente sono stati pubblicati i risultati della mappatura di settore con particolare riferimento a nove Paesi europei, in collaborazione con le rispettive Agenzie energetiche nazionali che partecipano al progetto.

Canale Energia fa il punto della situazione con il coordinatore di Leap4sme, Enrico Biele.

Quali sono i risultati principali della mappatura delle pmi che le vostre analisi restituiscono a livello geografico?

Nei nove Paesi su cui si focalizza il lavoro – Italia, Austria, Croazia, Grecia, Malta, Polonia, Portogallo, Regno Unito e Slovacchia – oltre il 99% delle imprese sono pmi, per un valore aggiunto sul totale compreso tra il 49% (Regno Unito) e il 79% (Grecia). I settori in cui maggiormente operano le pmi nelle aree considerate sono, a livello generale, l’ingrosso e il dettaglio e con un più rilevante riferimento a personale impiegato e valore aggiunto, il manifatturiero. Il numero di dipendenti impiegato varia tra il 54% dell’Austria e l’83% della Grecia.

Fattor comune dei nove Paesi è una presenza fortissima di microimprese, con un massimo del 97% in Slovacchia che rappresenta il valore di picco per l’intera area Europea (EU27 + UK).

Le ricerche hanno anche confermato una quasi totale indisponibilità di dati energetici, specie laddove si rendano necessarie stime a livello aggregato e geografico. Su tali basi il consorzio ha concentrato i suoi primi sforzi nello sviluppo di metodologie adatte a stimare il consumo energetico del comparto pmi a livello nazionale per i nove Stati coperti dalle Agenzie. I risultati preliminari hanno già permesso di valutare un peso sul consumo interno lordo che va dal 9% al 28,5% a seconda dei Paesi e della metodologia utilizzata.

Le informazioni raccolte saranno utili a sviluppare e implementare, a livello internazionale e nazionale, politiche efficaci per l’efficienza energetica delle pmi? Quali le raccomandazioni a superare eventuali barriere per lo sviluppo?

Il filo conduttore di Leap4sme è fornire supporto ai decisori tecnici e politici nel campo delle policy per l’efficienza energetica delle pmi, partendo dall’individuazione di schemi adeguati per stimolare le diagnosi energetiche. I nove partner scientifici stanno già beneficiando, nel loro ruolo di Agenzie nazionali, dei risultati della prima fase del progetto, tenendo costantemente informati i ministeri che hanno supportato l’iniziativa.

Le raccomandazioni preliminari emerse dall’analisi di 173 misure di policy e programmi, dalle interviste con i senior leader delle Agenzie, dall’analisi della letteratura e dai primi confronti col mondo associativo (che continueranno per tutto il 2022) sono numerose e trasversali. Tra queste:

  • la necessità di considerare, nella definizione dei programmi di stimolo/supporto, la forte eterogeneità del mondo delle piccole e medie imprese in termini di dimensioni, consumi, autonomia decisionale, proprietà e gestione (es. familiare o affidata a manager esterni) e non da ultimo la collocazione geografica delle stesse;
  • valutare la combinazione di diversi strumenti di incentivazione e obbligo per favorire l’adesione delle imprese ai programmi di efficientamento energetico;
  • promuovere i processi di standardizzazione e continuare a rafforzare l’aspetto della qualificazione degli operatori (Esco, Ege, società di consulenza, professionisti).

Quale potrebbe essere l’evoluzione del settore nel contesto legislativo europeo, in particolare alla luce della nuova proposta di Direttiva sull’efficienza energetica?

Nel contesto dell’efficienza energetica per le pmi, la revisione della Direttiva 2012/27/EU prevede alcune interessanti evoluzioni. La più importante, in generale per le imprese e non solo per le pmi, è la ridefinizione del criterio per l’identificazione di grande impresa nell’ambito dell’obbligo di diagnosi, che nell’ultima versione del provvedimento prevede una soglia in termini di consumo energetico e non più di dipendenti e fatturato e/o bilancio.

La soglia per l’obbligo di diagnosi è, nella versione attualmente presentata, pari a 10 TJ, con vincolo di implementazione di un sistema di gestione dell’energia certificato per consumi oltre i 100 TJ (consumo medio sui tre anni precedenti). Per le pmi per le quali non si applicano tali obblighi, gli Stati membri avranno in carico l’elaborazione di programmi intesi ad incoraggiarle a sottoporsi a diagnosi energetiche e favorire la successiva attuazione delle raccomandazioni risultanti da tali diagnosi.

Riguardo ai regimi obbligatori per l’efficienza energetica, gli Stati membri potranno imporre alle parti obbligate di raggiungere obiettivi di riduzione dei costi dell’energia e di realizzare risparmi energetici anche mediante misure di sostegno finanziario che allevino gli effetti del prezzo del carbonio sulle pmi e sulle microimprese.

Anche l’attuale articolo 18, che prevede che gli Stati membri promuovano il mercato dei servizi energetici e l’accesso ad esso da parte delle piccole e medie imprese, è stato rafforzato nei criteri di chiarezza ed affidabilità delle informazioni sul mercato stesso.

Il provvedimento, dopo l’ultima sessione di invio dei commenti che si è chiusa il 19 novembre, è in fase di adozione da parte della Commissione Europea.

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Freelance nel campo della comunicazione, dell’editoria e videomaker, si occupa di temi legati all’innovazione sostenibile, alla tutela ambientale e alla green economy. Ha collaborato e collabora, a vario titolo, con organizzazioni, emittenti televisive, web–magazine, case editrici e riviste. È autore di saggi e pubblicazioni.