Efficienza energetica, le sfide del settore della refrigerazione commerciale

Gli input legati alle novità normative in tema di etichettatura energetica ed ecodesign previsti per il 1° marzo del 2021

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Il settore della refrigerazione commerciale oggi attraversa una fase di profondo cambiamento”, sia lato consumatore sia lato industria. Questa evoluzione richiede “un cambio dei modelli di business”, per far fronte alle sfide di un comparto che vede sempre di più nella riduzione dell’impatto ambientale e nel “risparmio energetico” i principali “driver di innovazione”. A parlare è Francesco Mastrapasqua, presidente di Assocold – Costruttori Tecnologie per il Freddo (ANIMA), che ieri a Milano ha aperto i lavori di un workshop dedicato alle novità in tema di etichettatura energetica ed ecodesing in arrivo a a partire dal 1° marzo del 2021.

Mastrapasqua ha spiegato come, nel corso degli ultimi anni, si sia verificata una vera e propria “trasformazione sociale” legata a nuove modalità di acquisto sempre più smart e rapide, ma anche alla crescente urbanizzazione e allo sviluppo dei paradigmi produttivi dell’industria 4.0. Tutti trend che il comparto della refrigerazione commerciale non può trascurare per affrontare in modo adeguato le sfide legate agli adempimenti normativi in tema di efficienza energetica e sostenibilità ambientale fissati a livello europeo. In questo senso, ha sottolineato il presidente di Assocold, una carta vincente a disposizione degli operatori del settore è un approccio sinergico ai temi ambientali, che declini in modo integrato gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, quelli in ambito Fer e quelli legati all’efficienza energetica.

Novità normative, input per la crescita del settore

In generale, ha spigato Mastraopsqua a Canale Energia a margine dell’evento, le novità in arrivo in ambito etichettatura energetica ed ecodesign, che estendono anche al mondo della refrigerazione commerciale i paradigmi green delle politiche dell’UE, rappresentano un input per promuovere innovazione e investimenti nel settore. L’arrivo delle nuove norme, ha detto il presidente di Assocold, “ci rende particolarmente soddisfatti perché ci permette di dare un immediato impulso agli investimenti delle nostre aziende. Questi regolamenti ci consentono, infatti, di sviluppare prodotti sempre più performanti e allo stesso tempo di premiare le realtà industriali che fanno da tanti anni innovazione, introducendo prodotti molto efficienti sul mercato”.

Etichettatura energetica, strumento di marketing

Tante le questioni affrontate nel corso dell’incontro, che ha approfondito da diversi punti di vista i risvolti legati all’introduzione della nuova normativa europea su etichettatura ed ecodesign. In particolare, tra i diversi scenari che le aziende del settore della refrigerazione commerciale dovranno tematizzare in maniera attenta c’è l’impatto in ambito commerciale, come ha spiegato Milena Presutto, ricercatrice presso il Dipartimento Unità per l’Efficienza energetica dell’EneaDal 2021 il vostro mondo cambierà – ha spiegato Presutto rivolgendosi alla platea in sala – saranno presenti sul mercato una serie di etichette e il vostro modo di commercializzare i prodotti dovrà evolversi. In questo senso l’etichetta rappresenta un grandissimo strumento di marketing e di trasformazione del mercato”. Presutto ha inoltre sottolineato come le norme sull’ecodesign determineranno la presenza o meno di un prodotto sul mercato e come l’etichettatura sia un elemento in più per il confronto tra i diversi prodotti in vendita.

Quantificare le performance

Il tema dell’adeguamento alle nuove norme in arrivo a marzo 2021 come fattore di evoluzione del marketing ed elemento in grado di determinare l’esclusione dal mercato, è stato toccato anche da Francesco Scuderi, vicesegretario generale di Eurovent, associazione no profit che raggruppa, a livello europeo, le principali industrie del settore della refrigerazione e della climatizzazione. L’entrata in vigore del regolamento è vicina – ha spiegato Scuderi – bisogna essere pronti ad avere dei prodotti che rispettino dei requisiti minimi di ecodesign, perché altrimenti questi prodotti a marzo 2021 non potranno più essere messi sul mercato. E’ importante analizzare tutta la parte di documentazione, di analisi e di calcolo in modo da quantificare i consumi. Se fino ad ora infatti lo standard non aveva applicazione obbligatoria, ora non sarà più così. Bisogna quindi testare in maniera rigorosa i macchinari e quantificare in modo preciso i consumi. E’ importante inoltre migliorare il più possibile l’indice di efficienza energetica, perché questo parametro diventa uno strumento di marketing. Prodotti in classe energetica migliore avranno, infatti, risultati di vendita migliori”.

Controllo delle performance dei prodotti

A illustrare invece il ruolo delle Camere di Commercio  nella vigilanza dei prodotti connessi all’energia, con particolare riferimento alle questioni di ecodesign ed etichettatura, è stata Maria Giulia Di Noia, responsabile U.O. Accertamenti a tutela della fede pubblica – area tutela del mercato e ambiente Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Tra i tanti punti toccati da Di Noia, che ha delineato un ipotetico scenario legato alla futura applicazione delle norme, anche le tre tipologie di controllo previste: “Quello visivo, quello fisico e quello documentale”. La terza tipologia di controllo in particolare, quella documentale, verifica la completezza e l’adeguatezza della documentazione con la quale il produttore dimostra la correttezza di quanto dichiarato sul prodotto, sull’etichettatura e sulla scheda. Tra le maggiori criticità rilevate in quest’ambito, ha spiegato Di Noia, facendo riferimento all’esperienza in comparti diversi dalla refrigerazione commerciale, ci sono state, ad esempio, nel corso degli anni, la sottoscrizione di conformità sottoscritte in data posteriore all’immissione sul mercato del prodotto, fascicoli carenti o dichiarazioni del fabbricante diverse dai dati contenuti nei test di report. 

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