A giorni l’Agenzia delle entrate emanerà le regole sul bonus facciate. Si tratta di poter rifare gli esterni di case e condomini con il vantaggio di una detrazione fiscale al 90%. Una novità del decreto fiscale e della manovra approvati “salvo intese” dal Governo, molto sponsorizzata dal ministro dei beni culturali Dario Franceschini. La circolare vedrà coinvolti gli amministratori di condominio, in un ruolo di raccordo cruciale verso i cittadini. E’ soprattutto attraverso il loro interessamento che passerà l’attenzione o meno verso questi investimenti.

Cosa si aspettano e di cosa hanno bisogno di amministratori di condominio per raccogliere le adesioni dei loro palazzi? Abbiamo raggiunto telefonicamente Leonardo Caruso, presidente Milano e vicepresidente vicario nazionale dell’associazione Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci).

“Necessitiamo di regole chiare e possibilmente anche dei tempi giusti. Non ci aspettiamo che la scadenza del 2020 sia praticabile!” sottolinea Caruso. L’intervento alle facciate permetterebbe di realizzare dei ponteggi utili anche ad altre iniziative. “Per far sì che il bonus facciate diventi qualcosa di più rispetto a una pitturata ai fregi e alle mura e che sia da sprone per affrontare interventi più radicali di efficientamento energetico, è necessario realizzare una diagnosi energetica degli edifici, azione che richiede del tempo. Inoltre, serve poter dire con chiarezza ai nostri condomini di quanto rimborso si tratta. Ci aspettiamo che su questi punti l’Agenzia delle entrate ci venga incontro e valorizzi le azioni anche di efficienza energetica”.

Di fatto nel testo approvato tra gli interventi previsti dalla detrazione sono espressamente inclusi la sola pulitura tinteggiatura esterna e sono escluse finestre e impianti.

Questo non esclude interventi che abbiano effetti sull’efficienza energetica dell’immobile o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, però in questi casi a fare da apripista sarà la normativa sulla prestazione energetica degli edifici. Aspetti che serve dirimere con chiarezza con le circolari interpretative. Ma quanto interesse c’è nell’implementazione di tecnologie efficienti? “Le faccio l’esempio di Milano che è quello con cui mi confronto di più. Qui abbiamo la fortuna di avere una falda di calore e quindi dove possibile la stiamo utilizzando come fonte energetica alternativa rinnovando il parco edilizio. Speriamo che con questo bonus si riesca a dare un impulso ulteriore a lavori si di facciata ma anche di sostanza per l’impatto energetico e quindi ambientale delle abitazioni”.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.