Il 16 febbraio, l’Italia torna a riflettere sul proprio impatto ambientale con la celebre iniziativa M’illumino di Meno, la Giornata nazionale del Risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili. Dalle piazze monumentali alle sedi istituzionali, la ventiduesima edizione di M’illumino di Meno trasforma lo spegnimento delle luci in un messaggio di speranza e impegno collettivo. Ideata e promossa dal programma Caterpillar di Rai Radio 2, la manifestazione giunge quest’anno alla sua ventiduesima edizione.

Quello che nacque nel 2005 come un invito simbolico a spegnere le luci superflue per celebrare l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, si è trasformato nel tempo in un appuntamento istituzionalizzato, riconosciuto ufficialmente dal Parlamento italiano nel 2022. L’obiettivo primario resta la sensibilizzazione verso un consumo più consapevole delle risorse, ma l’orizzonte si è ampliato fino a includere la mobilità dolce, il riciclo circolare e la riforestazione urbana.
Tema centrale dedicato alla scienza
L’edizione attuale pone l’accento sul concetto M’illumino di Scienza, ponendo l’accento sul ruolo della ricerca scientifica nella comprensione e nel contrasto al cambiamento climatico. Accanto ai focus rivolti al singolo cittadino e ai gesti individuali di premere l’interruttore, e alle sfide sulla collettività, il tema portante di quest’anno invita a tradurre le conoscenze scientifiche in comportamenti concreti e misurabili nella nostra vita di tutti i giorni.
Si tratta di un passaggio culturale fondamentale: il risparmio energetico non è più visto solo come una privazione o un atto di austerità, ma come un’opportunità di innovazione che permette di ridurre le emissioni di CO2 e, contemporaneamente, di contrastare la povertà energetica che colpisce molte fasce della popolazione, soprattutto quelle più vulnerabili ma la forbice sociale si sta riducendo sempre di più.
Il coinvolgimento delle massime cariche dello Stato
Le istituzioni nazionali partecipano con una convinzione che va oltre la semplice adesione formale. Come da tradizione, la Presidenza della Repubblica conferma il proprio sostegno spegnendo simbolicamente le luci del Palazzo del Quirinale, un gesto che viene replicato simultaneamente a Palazzo Chigi, al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati.
Anche i ministeri aprono le porte a iniziative di efficientamento, con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in prima linea nel monitorare i progressi del Paese verso gli obiettivi di decarbonizzazione. Queste azioni mirano a dimostrare che la transizione ecologica è una priorità dell’agenda politica e che il settore pubblico deve dare l’esempio nella gestione delle risorse energetiche.
Risparmio energetico: simboli nazionali al buio e iniziative sui territori
A livello locale, i monumenti più iconici d’Italia diventano i protagonisti di un blackout suggestivo e carico di significato. Da Torino, dove la Mole Antonelliana interrompe la sua illuminazione artistica, a Roma con il Colosseo, fino a Venezia e ai palazzi storici di Firenze, il paesaggio urbano si trasforma per una sera.
Oltre allo spegnimento delle luci, numerose realtà come l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) promuovono eventi collaterali che spaziano dalle cene a lume di candela nei ristoranti aderenti alle biciclettate collettive nelle principali città. Anche il mondo della scuola gioca un ruolo cruciale, con migliaia di istituti che organizzano laboratori didattici per spiegare ai più piccoli come piccoli cambiamenti quotidiani possano generare un impatto globale positivo.
Verso una coscienza ambientale permanente
M’illumino di Meno non si esaurisce però nelle ventiquattro ore della ricorrenza. L’eredità di questa giornata risiede nella capacità di sedimentare una nuova consapevolezza che duri tutto l’anno. Le partnership con grandi aziende e università hanno permesso di mappare le buone pratiche già in atto, spingendo verso una digitalizzazione che ottimizzi i consumi negli uffici e nelle fabbriche.
La partecipazione massiccia di musei, parchi archeologici e centri sportivi testimonia quanto il tema della sostenibilità sia ormai trasversale a ogni settore della società civile, rendendo questa iniziativa un pilastro fondamentale nel percorso italiano verso un domani più verde e resiliente.
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