Rifiuti, rivoluzione UE: scatterà l’obbligo del deposito cauzionale?

Con il presidente Giovanni Cassuti vediamo come il Consorzio si stia attrezzando per adeguare le specifiche del regolamento

Il Regolamento UE 2025/40 (PPWR), in vigore da agosto 2026, segna il passaggio da direttive locali a norme Ue armonizzate, imponendo il 100% di imballaggi riciclabili entro il 2030. Attraverso target vincolanti su riutilizzo, riduzione volumetrica e quote minime di plastica riciclata (fino al 35%), Bruxelles punta a prevenire i rifiuti. La sfida per l’Italia riguarda il target di raccolta delle bottiglie al 90% entro il 2029, che mette sotto pressione l’attuale modello consortile di Corepla.

Abbiamo chiesto al presidente Giovanni Cassuti come il Consorzio si stia attrezzando per adeguare le specifiche del regolamento. L’Italia si presenta all’appuntamento con una posizione di forza, avendo già raggiunto il target di riciclo imballaggi previsto al 2025 (50%). Tuttavia, il passaggio da Direttiva a Regolamento impone una legge comune che non ammette interpretazioni locali, con una gestione paese per paese che dipenderà da atti delegati.

Corepla segnala che il passaggio a target di raccolta per le bottiglie in PET fino al 90% potrebbe imporre l’introduzione di un deposito cauzionale, segnando un parziale allontanamento dal modello di raccolta differenziata domestica su cui il Consorzio ha investito negli ultimi 25 anni.

Il nervo scoperto è la competizione tra materie prime vergini e riciclate. Pur basandosi sul contributo ambientale (CAC), il sistema Corepla delle aste dei materiali è un indicatore volatile: in un contesto energetico teso, il prezzo dei polimeri da riciclo è attualmente sostenuto dall’impennata dei costi delle materie vergini, ma la sfida strutturale resta quella di trasformare il rifiuto in risorsa, superando i limiti tecnici dei polimeri accoppiati che oggi rendono necessario il ricorso al recupero energetico per le frazioni non riciclabili.

“Arrivare al 90% è una sfida particolarmente importante e vedrà molto probabilmente l’inserimento di un deposito cauzionale, e quindi un leggero allontanamento da quello che è un modello consortile come Corepla basato sulla raccolta differenziata fatto dai cittadini in casa”, spiega Cassuti. Nel video il commento per esteso.


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Consulente e ricercatrice freelance in ambito energetico e ambientale, ha vissuto a lungo in Europa e lavorato sui mercati delle commodity energetiche. Si è occupata di campagne di advocacy sulle emissioni climalteranti dell'industria O&G. E' appassionata di questioni legate a energia, ambiente e sostenibilità.