tovaglia in tessuto
foto Pixabay

Secondo i dati elaborati da Ambiente Italia, società di consulenza ambientale, il tessuto riutilizzabile per la ristorazione parrebbe avere non pochi vantaggi in termini ambientali ed economici. In seguito ai risultati ottenuti dalle analisi comparative di Lca (Life cycle assessment) e Lcc (Life cycle costing), metodologie che valutano gli impatti ambientali ed economici delle varie fasi di un prodotto, il 91% dei materiali viene avviato al recupero e resiste a 75 cicli di lavaggio, impattando del -48% sull’effetto serra rispetto al monouso.

“La valutazione degli impatti ambientali ed economici del tovagliato riutilizzabile e quello in carta nel settore della ristorazione derivano dall’utilizzo della metodologia dell’analisi del ciclo di vita (Lca), che, a partire da alcune assunzioni di base, permette di confrontare in modo affidabile due modi alternativi di soddisfare uno stesso servizio, fornire ai clienti una tovaglia e tovaglioli ai tavoli” ha spiegato in nota stampa Roberto Cariani, socio fondatore e project manager di Ambiente Italia. “A fronte di un risultato che dal punto di vista ambientale mostra i benefici del tovagliato riutilizzabile, è interessante il confronto economico. Non ci si è limitati a calcolare il costo diretto delle due soluzioni, ma sono stati valutati anche i costi ambientali nel ciclo di vita, considerando gli oneri maggiori che sosterrebbe la collettività per il monouso, sulla base della valorizzazione economica delle emissioni di gas serra.”

fasi di vita tovaglia LCA
Fasi di vita tovaglia LCA_Ebli

Il presidente di Ebli, Ente bilaterale lavanderie industriali, Giuseppe Ferrante ha dichiarato in nota stampa: “Il Pnrr prevede, proprio sul tessile, il primo modello di studio di hub circolare per recuperare gli scarti tessili. Il tessile in uscita dalle lavanderie industriali è riutilizzato in settori diversi sotto forma di stracci o di altri prodotti. Questo asset, dunque, si prefigge lo scopo di perseguire un duplice percorso verso una piena sostenibilità ambientale: da un lato si propone di migliorare la gestione dei rifiuti con modelli di economia circolare e dall’altro di realizzare progetti innovativi per la filiera del tessile che riveste il vero e proprio core dell’economia circolare”.

Lo smaltimento dei tovagliati

Secondo i dati elaborati da Ambiente Italia, il monouso finisce per il 55% in discarica e il 45% finisce nell’inceneritore, mentre del tovagliato in tessuto, dopo 75 cicli di lavaggi industriali, finisce in discarica solo l’8% e l’1% viene destinato all’incenerimento, pertanto il rimanente viene avviato a riciclo. Rispetto al monouso, il tessuto produce il 59% in meno di eutrofizzazione (fenomeno che riguarda i corpi idrici e che consiste nella presenza sovrabbondante di sostanze nutrienti) e -61% di acidificazione.

Il confronto economico

Oltre al costo diretto delle due opzioni, sono stati valutati anche i costi ambientali nel ciclo di vita, da cui emergono inevitabilmente costi maggiori per la collettività per quanto riguarda il monouso. É stato calcolato che il costo della raccolta e dello smaltimento del tovagliato a fine vita è di circa 374mila euro per il riutilizzabile in tessuto, rispetto ai quasi 28 milioni di euro del monouso.

Se poi si guarda ai numeri del tovagliato in Italia in un anno, i dati ci dicono che, per quanto riguarda il monouso: sono 117 milioni le tovaglie utilizzate, i coprimacchia sono 369 milioni di pezzi e i tovaglioli monouso in un anno sono più di 4 miliardi a fronte di 1,3 miliardi di quelli in tessuto.

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Redazione
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