plastica

Per ogni tonnellata di plastica vergine sostituita con plastica proveniente da riciclo, ce n’è almeno una e mezza di CO2 risparmiata. Entro il 2022 il 100% degli imballaggi saranno riciclabili e già oggi il 53% della plastica utilizzata complessivamente è riciclata. I primi risultati sono già riscontrabili nei nuovi packaging dei prodotti di toiletries e personal care dei marchi L’Angelica, Bionsen, Biorepair e Blanx. È il progetto di sostenibilità ECOswell del gruppo Coswell che sta portando avanti importanti investimenti nei processi produttivi che hanno consentito di utilizzare sempre più plastica riciclata, evitando così di immettere sul mercato ben 520 tonnellate di plastica vergine in un anno (-780,5 tonnellate di CO2).

Packaging: stop plastica vergine

La logica è improntata a quella dell’economia circolare: meno sprechi, minor consumo di carta e plastica e un maggior uso del riciclo, in particolare nei sistemi di packaging. All’interno di questo percorso, il gruppo ha appena ottenuto il certificato di compensazione delle emissioni del programma Valore Esg di Omnisyst.

Per quanto riguarda i nuovi packaging Bionsen, sono 210 le tonnellate di plastica vergine in meno in un anno, con un risparmio corrispondente di circa 315 tonnellate di CO2. Per Blanx e per Biorepair il gruppo rende noto che c’è stata una riduzione dello spessore e una diminuzione del peso di 0,7 grammi per tubo di dentifricio.

Anche L’Angelica ha fatto proprio l’impegno per la sostenibilità, con una serie di risultati importanti già raggiunti: dal 2021 i drink del marchio utilizzano plastica al 100% riciclabile, di cui il 50% è riciclata. E da quest’anno, i flaconi dei prodotti per l’igiene, sono passati alla nuova tecnologia con plastica al 50% riciclata.

Leggi anche Italia prima in Europa per il packaging di vetro, ora la sfida è il costo energia

Sostenibilità dei siti produttivi ai prodotti

Innovazione tecnologica, risparmio energetico, minor impatto ambientale. Sono queste le parole chiave del percorso ECOswell attraverso la sostenibilità dei siti produttivi ai prodotti stessi, sempre più green e riciclabili.Partendo dalle materie prime, la scelta del gruppo è stata quella di utilizzare in modo pressoché esclusivo fonti rinnovabili, a basso impatto ambientale, con meno prodotti di sintesi e minor consumo idrico.

“Gli imballaggi dei prodotti per la cura della persona saranno al 100% riciclabili entro fine 2022, con 8 anni di anticipo sull’obiettivo UE 2030. Inoltre, si sta completando il processo di riduzione di oltre il 50% dell’utilizzo di plastica da fonti fossili, con 3 anni di anticipo rispetto agli obiettivi iniziali”, conclude la nota stampa.

Leggi anche Il packaging in cartone può essere riciclato più di 25 volte

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.