eolico offshore
Foto di Nicholas Doherty su Unsplash.

La Commissione europea ha presentato la strategia dell’Unione europea per le energie rinnovabili offshore. Vuole stimolare la crescita di un’energia più pulita, che sia quella eolica offshore galleggiante o l’energia oceanica, compresi gli impianti che sfruttano il moto ondoso e le maree gli impianti fotovoltaici galleggianti o l’uso di alghe per produrre biocarburanti. La Strategia stabilisce anche l’ambizioso obiettivo di diffusione delle turbine eoliche offshore, sia a fondazione fissa che galleggiante, lì dove l’attività commerciale è a buon punto.

Gli obiettivi fissati nella Strategia UE 

In termini di obiettivi, prevede di aumentare la capacità dell’eolico in mare per passare dagli attuali 12 GW ad almeno 60 GW entro il 2030. Al 2050 alza ulteriormente l’asticella: l’obiettivo è di 300 GW. Per quanto riguarda l’energia oceanica e altre tecnologie emergenti, come l’eolico e il fotovoltaico galleggianti, l’esecutivo europeo propone di integrare altri 40 GW al 2050. Per poi distribuirne i vantaggi non solo alle regioni costiere, ma a tutta l’Unione europea.

“La crescita creerà nuove opportunità per l’industria, genererà posti di lavoro verdi in tutto il continente e rafforzerà la leadership mondiale dell’UE nel settore delle tecnologie energetiche offshore, assicurando inoltre la protezione dell’ambiente, della biodiversità e della pesca”, commenta la Commissione UE in una nota.

Il parere dell’esecutivo europeo

Il vicepresidente esecutivo responsabile per il Green deal europeo, Frans Timemrmans, evidenzia le opportunità per l’UE in termini di sfida climatica: “Con i nostri vasti bacini marittimi e la nostra leadership industriale”. D’accordo la commissaria europea per l’Energia, Kadri Simson, che evidenzia come la strategia europea delineai “una direzione chiara e un quadro stabile – fondamentali per le autorità pubbliche, gli investitori e gli sviluppatori del settore”. L’Unione europea, già fuoriclasse nella produzione di energia rinnovabile, può diventare leader globale e “conseguire i nostri obiettivi in materia di clima, rispondere alla crescente domanda di energia elettrica e sostenere l’economia nella ripresa post-Covid”, conclude la Simson.

Per attuare questa strategia, l’esecutivo europeo incoraggerà la cooperazione transfrontaliera tra gli stati membri e la pianificazione a lungo termine. Rivedrà il regolamento Ten-E per proporre un quadro per la pianificazione a lungo termine delle reti offshore così da coinvolgere le autorità di regolamentazione e gli stati membri di ciascun bacino marittimo. I piani nazionali di gestione dello spazio marittimo, che gli stati costieri dovranno presentare alla Commissione entro marzo 2021, dovranno integrare gli obiettivi di sviluppo delle energie rinnovabili offshore.

rinnovabili offshore
Fonte: Commissione europea.

I punti per la crescita delle rinnovabili offshore

La strategia avrà bisogno di 800 miliardi di euro di investimenti. La Commissione si impegna a:

  • fornire un quadro giuridico chiaro ed efficace. Ad esempio, la Commissione UE a tal fine ha chiarito le norme sul mercato dell’energia elettrica. Si propone di verificare l’efficacia nella diffusione delle rinnovabili offshore della disciplina in materia di aiuti di Stato per la protezione ambientale e l’energia e della direttiva sulle energie rinnovabili;
  • mobilitare tutti i fondi pertinenti a sostegno dello sviluppo del settore. Incoraggia gli Stati membri a utilizzare le risorse del Recovery fund e a collaborare con la Banca europea per gli investimenti oltre che con le altre istituzioni finanziarie per sostenere gli investimenti nell’energia offshore. A sostegno delle tecnologie meno mature ci saranno i fondi di Horizon Europe, che sostituirà il programma Horizon 2020;
  • rafforzare la catena di approvvigionamento migliorando la capacità produttiva e le infrastrutture portuali oltre che aumentando la disponibilità di manodopera qualificata. Una piattaforma sarà creata e dedicata alle energie rinnovabili offshore nell’ambito del Forum industriale per l’energia pulita, che riunisce tutti i soggetti coinvolti;
  • consultare regolarmente una comunità di esperti provenienti dalle autorità pubbliche, dai portatori di interessi e dalla comunità scientifica per monitorare e analizzare gli impatti ambientali, sociali ed economici delle energie rinnovabili offshore sull’ambiente marino e sulle attività economiche che ne dipendono.
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