rifiuti

La produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta nel 2020 a 28,9 milioni di tonnellate, in calo del 3,6% rispetto al 2019 (-1,1 milioni di tonnellate). La diminuzione si registra in tutte le macro aree geografiche dell’Italia: nel Centro, il calo percentuale è più consistente (-5,4%), seguono le regioni settentrionali (-3,4%) e quelle meridionali (-2,6%). Lo riferisce l’ultima edizione del Rapporto Rifiuti Urbani di Ispra.

La contrazione nella produzione dei rifiuti è da collegare all’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha influenzato il contesto socioeconomico nazionale. Le misure di restrizione adottate e le chiusure di diversi esercizi commerciali hanno infatti influito sui consumi nazionali.

Buona performance dei rifiuti differenziati

La percentuale di raccolta differenziata si attesta al 63% della produzione nazionale, con una crescita di 1,8 punti rispetto al 2019. Le percentuali rispetto alla produzione totale dei rifiuti urbani di ciascuna macroarea, sono pari al 70,8% per le regioni settentrionali, al 59,2% per quelle del Centro e al 53,6% per le regioni del Mezzogiorno.

Rispetto al 2019, tutte le macro aree geografiche mostrano incrementi nelle percentuali di raccolta differenziata. Nel 2020, raggiungono o superano l’obiettivo del 65% fissato dalla normativa per il 2012, ben 9 regioni: Veneto (76,1%), Sardegna (74,5%), Lombardia (73,3%), Trentino Alto Adige (73,1%), Emilia Romagna (72,2%), Marche (71,6%), Friuli Venezia Giulia (68%), Umbria (66,2%) e Abruzzo (65%). Sono prossime all’obiettivo Piemonte (64,5%), Valle d’Aosta (64,5%), mentre la Toscana si attesta al 62,1%. Al di sotto del 50% si colloca solo la Sicilia (42,3%) che, tuttavia, fa registrare un aumento di 3,8 punti rispetto alla percentuale di raccolta differenziata del 2019 (38,5%). In questa regione, in particolare, nel quinquennio 2016-2020, la percentuale di raccolta differenziata risulta quasi triplicata.

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La gestione e il recupero di materia

Nel 2020, circa il 51% dei rifiuti prodotti e raccolti in maniera differenziata è stato inviato ad impianti di recupero di materia. Il riciclaggio totale, comprensivo delle frazioni in uscita dagli impianti di trattamento meccanico e meccanico biologico, si attesta al 54,4% e riguarda le seguenti frazioni: organico, carta e cartone, vetro, metallo, plastica e legno. Impiantistica:

Gli impianti di gestione dei rifiuti urbani, operativi nel 2020, sono 673: 359 al Nord, 120 al Centro e 194 al Sud. Sono dedicati al trattamento della frazione organica della raccolta differenziata 359 impianti, 132 sono impianti per il trattamento meccanico o meccanico biologico dei rifiuti, 131 sono impianti di discarica cui si aggiungono 37 impianti di incenerimento e 14 impianti industriali che effettuano il coincenerimento dei rifiuti urbani.

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Smaltimento in discarica

Il 20% dei rifiuti urbani è stato smaltito in discarica, pari a 5,8 milioni di tonnellate, con una riduzione del 7,4% rispetto al 2019. Il rapporto di Ispra evidenzia un decremento riferibile al Sud (-9,1%), pari, in termini assoluti a oltre 259 mila tonnellate di rifiuti. Diminuzioni significative si rilevano, anche al Centro (-8,3%), pari a circa 159 mila tonnellate, dovute ai miglioramenti in termini di raccolta differenziata nelle stesse aree. Nell’ultimo decennio il ricorso alla discarica si è ridotto del 56%, passando da 13,2 milioni di tonnellate a 5,8 milioni di tonnellate. Il numero degli impianti operativi è rimasto stabile rispetto alla precedente rilevazione (131 impianti).

Per quanto riguarda l’incenerimento, il 18% dei rifiuti urbani prodotti è incenerito (oltre 5,3 milioni di tonnellate): il dato è in diminuzione del 3,6% rispetto al 2019. Su 37 impianti operativi, 26 si trovano al Nord, in particolare in Lombardia e in Emilia Romagna.

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