Povertà energetica: abitazioni più vetuste nelle aree rurali d’Italia

I dati del rapporto del Joint Research Centre

Circa 48 milioni di europei (pari al 10,6% della popolazione totale) non riescono a riscaldare le proprie case, e le famiglie rurali dedicano circa il 7% della loro spesa all’energia: sono questi alcuni dei segnali della povertà energetica, con gravi impatti sulla salute, soprattutto nelle estati calde e negli inverni freddi. Lo rivela il nuovo rapporto del Joint Research Centre, Exploring rural energy poverty and needs, (Esplorare la povertà e le esigenze energetiche rurali) che valuta le diverse sfide e opportunità legate all’energia per l’edilizia abitativa in tutta l’UE.

povertà energetica
Fonte: Jrc.

I risultati individuano specificità locali che possono contribuire a progettare soluzioni basate sul territorio che siano più efficaci per i cittadini e le loro abitazioni, promuovendo al contempo la decarbonizzazione e la resilienza energetica.

Povertà energetica: alti tassi nelle aree rurali EU

Lo studio chiarisce che le aree rurali dell’UE sono particolarmente colpite dalla povertà energetica a causa del reddito medio più basso, unito a case generalmente più grandi, vecchie e meno efficienti dal punto di vista energetico rispetto agli edifici di città, paesi e periferie. Tuttavia, viene evidenziato che le stesse aree rurali sono più avanti rispetto a quelle urbane e alle città nell’attuazione di miglioramenti dell’efficienza energetica.

Questo perché sono naturalmente più adatte all’installazione di sistemi di energia rinnovabile, grazie alla maggiore disponibilità di terreni e all’elevata percentuale di edifici di proprietà dei loro occupanti. Nelle aree rurali, i pannelli fotovoltaici sui tetti potrebbero potenzialmente produrre 2.200 kWh per abitante, sufficienti a coprire oltre un terzo del fabbisogno energetico medio di una famiglia ogni anno.

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Comprendere meglio la povertà: 4 indicatori del Jrc

I ricercatori del Jrc hanno sviluppato un metodo per comprendere meglio la povertà energetica nei territori dell’UE. Questo nuovo indice combina la quota di spesa delle famiglie per l’energia con 4 indicatori:

  1. incapacità di mantenere una casa sufficientemente calda;
  2. tasso di persone in ritardo nel pagamento delle bollette;
  3. percentuale di famiglie con perdite dal tetto, pareti, pavimenti o fondamenta umide e scarse condizione dei telai delle finestre o nei pavimenti;
  4. tasso di rischio di povertà, ossia la quota di famiglie il cui reddito disponibile è inferiore al 60% della media nazionale.

I risultati mostrano che le aree rurali registrano livelli più elevati di povertà energetica, soprattutto in Bulgaria, Romania e Grecia. Nei Paesi in cui i livelli di povertà energetica sono ben al di sopra della media UE, le aree rurali sono solitamente le più colpite, mentre le città sono sempre le meno colpite. La percentuale più alta di abitazioni con tetti che perdono e umidità si riscontra a Cipro e in Portogallo, così come nelle aree rurali di Ungheria, Spagna, Lettonia e Italia (21% o più).

Paesi Bassi ed Estonia sono i Paesi con i tassi di ristrutturazione più elevati (oltre il 40% dei residenti che vive in abitazioni recentemente ristrutturate in tutte le tipologie territoriali), mentre i tassi più bassi si registrano a Malta, Grecia, Italia, Spagna e Cipro (inferiori al 20% in tutte le tipologie territoriali).

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Aree rurali possono essere laboratori di efficienza energetica

povertà energetica-2L’analisi combinata delle caratteristiche degli edifici, delle condizioni climatiche e dell’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti, a livello locale, mostra inoltre che soddisfare il fabbisogno energetico è più difficile nelle aree rurali. Ciò è dovuto principalmente alla presenza di edifici più grandi e meno compatti e a una maggiore necessità di mantenere le abitazioni calde rispetto ad altri territori. Questo è più pronunciato in Lettonia, Estonia, Svezia e Lituania, a causa della combinazione di temperature estremamente rigide e di edifici datati.

Tuttavia, come evidenziato precedentemente, le aree rurali sono all’avanguardia nei miglioramenti dell’efficienza energetica. Il 29% dei residenti vive in famiglie che hanno effettuato lavori di miglioramento delle prestazioni energetiche tra il 2018 e il 2023, rispetto al 25% nelle città o nelle periferie. Questi interventi includono un migliore isolamento termico, la sostituzione di finestre a vetro singolo con finestre a doppio o triplo vetro e l’installazione di sistemi di riscaldamento più efficienti.

Ancora più importante, le famiglie rurali sono particolarmente adatte all’installazione di sistemi di autoconsumo a energia rinnovabile. La disponibilità di ampie superfici sui tetti per il fotovoltaico e l’elevata quota di proprietà (il 78% delle case rurali è di proprietà dei propri occupanti, rispetto al 55% nelle città) rendono i pannelli solari un’opzione interessante.

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