L’incremento delle temperature su scala globale sta portando a una continua crescita della domanda di condizionatori. Tuttavia questa situazione potrebbe accentuare il divario tra paesi più ricchi e paesi in via di sviluppo, dove, in un contesto già critico per quanto riguarda l’accesso all’elettricità, si aggiungerà un ulteriore problematica legata alla fruizione di questi servizi, ancora poco diffusi. Questa situazione, spiega la IEA – International Energy Agency, in un articolo sul suo sito, potrebbe diventare un “grosso problema per queste nazioni più povere.  

Qualche numero

Attualmente circa 2,8 mln di persone vivono in Paesi dove la temperatura media giornaliera supera i 25 gradi, ma meno del 10% ha un condizionatore. Un numero esiguo se paragonato a quello di Giappone o Stati Uniti dove la percentuale arriva al 90%. Le previsioni per il futuro non sembrano migliorare questa situazione. Si stima infatti che, se da un lato ammonteranno a circa 2,5 mld entro il 2050 le persone residenti in paesi caldi dotate di impianti di aria condizionata, la quota di individui che invece non avrà accesso a queste soluzioni potrebbe arrivare addirittura a 1,9 mld.

Lo studio della IEA

La IEA, nella sua analisi, valuta due possibili approcci per riuscire a fornire un servizio di raffrescamento nelle aree dove si presume che  si preferiranno impianti off-grid per l’accesso all’energia elettrica. Il primo approccio, si legge sul sito dell’agenzia, prevede il ricorso a “un generatore diesel distribuito alle singole famiglie con una piccola unità di condizionamento d’aria per raffreddare circa 20 metri quadrati di spazio”. Una seconda via da percorrere prevede invece l’uso di “un’unità solare fotovoltaica (PV) con accumulo di batterie nella stessa situazione”. Per entrambi questi scenari si assume come presupposto  che si verificherà un forte incremento dell’accesso all’aria condizionata nei prossimi 30 anni.  Nello specifico circa il 75% della popolazione totale che vive in paesi caldi potrebbe avere un condizionatore d’aria entro il 2050. “Ciò – spiega la IEA – significa che ulteriori 720 milioni di persone, o equivalentemente 175 milioni di famiglie potrebbero accesso a un condizionatore d’aria entro il 2050. Entro il 2100 si arriverebbe a 1,6 miliardi di persone, dando accesso al raffrescamento all’equivalente delle attuali popolazioni di India e Brasile insieme”

Un cerotto contro il caldo

Tra le soluzioni più innovative per combattere il caldo al centro della ricerca scientifica più innovativa ci sono dei cerotti con membrana polimerica che sfruttano le proprietà dei semiconduttori per allontanare il calore. In particolare queste soluzioni sono sistemi termoelettrici che usano i seminconduttori per far passare il calore da un lato all’altro di un dispositivo, creando una zona fredda e una zona calda. Se finora il calore non veniva però dissipato facilmente, un passo in avanti su questo filone di ricerca, è stato compiuto da un team di scienziati dell’università della California che hanno incorporato il materiale semiconduttore tra i due fogli di polimeri elastici di questi cerotti hi tech. In questo modo i lati caldo e freddo erano isolati l’uno dall’altro e ciò permetteva allo strato caldo di dissipare il calore nell’aria.

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.