Europa si stringe al Mercosur: accordo “storico” che divide

Tra opportunità economiche e preoccupazioni ambientali e agricole: le voci di Coliretti e Greenpeace Italia

La Commissione EU ha formalmente presentato al Consiglio le sue proposte per la firma e la conclusione dell’Accordo di partenariato UE-Mercosur e dell’Accordo globale modernizzato UE-Messico. Questi accordi, definiti “storici”, sono visti come un pilastro fondamentale della strategia dell’UE per diversificare le sue relazioni commerciali e rafforzare i legami economici e politici in un contesto geopolitico instabile. Secondo le intenzioni della Commissione, questi partenariati commerciali apriranno nuove e significative opportunità per le aziende europee, creando un incremento delle esportazioni del valore di miliardi di euro.

Mercosur
Foto di Tim Mossholder su Unsplash.

L’accordo con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (il blocco Mercosur) è destinato a creare la più grande zona di libero scambio al mondo, con un mercato di oltre 700 milioni di consumatori. Le stime prevedono un aumento delle esportazioni annuali dell’UE verso il Mercosur fino al 39%, pari a 49 miliardi di euro, supportando oltre 440.000 posti di lavoro in Europa.

Mercosur: opportunità e controversie nel settore agricolo

L’accordo mira a ridurre i dazi doganali, spesso proibitivi, su prodotti industriali chiave come automobili (attualmente al 35%) e macchinari (14-20%). Inoltre, sono previste agevolazioni per gli investimenti nelle catene di approvvigionamento di materie prime essenziali, con l’obiettivo di sostenere la duplice transizione, ecologica e digitale, di entrambe le regioni.

Il settore agroalimentare è al centro delle discussioni. La Commissione prevede che l’export agricolo dell’UE verso il Mercosur cresca di quasi il 50%, grazie alla riduzione dei dazi su prodotti come vino, liquori, cioccolato e olio d’oliva. Un aspetto cruciale dell’accordo è la protezione di 344 indicazioni geografiche dell’UE, che pone fine alla concorrenza sleale di prodotti d’imitazione.

Tuttavia, sono previste anche importazioni di prodotti agricoli dal Mercosur. La Commissione rassicura sul fatto che le importazioni preferenziali saranno limitate a una frazione della produzione totale dell’UE, ad esempio l’1,5% per la carne bovina e l’1,3% per il pollame. Inoltre, viene menzionato un budget di almeno 300 miliardi di euro per la Politica Agricola Comune (Pac) e una nuova riserva di crisi con una capacità di 6,3 miliardi di euro, misure volte a sostenere gli agricoltori europei.

Leggi anche Agricoltura sostenibile, il legame della qualità tra Brasile e Italia

Ottimismo della Commissione EU: Coldiretti e Greenpeace voci critiche

Nonostante l’ottimismo della Commissione EU, l’accordo ha sollevato forti critiche da parte di importanti realtà in Italia. Coldiretti e Filiera Italia esprimono profonda preoccupazione, sottolineando che l’accordo deve essere vincolato a precise garanzie sul rispetto del principio di reciprocità degli standard produttivi e a controlli rigorosi. La principale paura è che, senza tali misure, si metta a rischio la salute dei consumatori e il futuro delle filiere agroalimentari europee.

Le due associazioni denunciano che nei Paesi sudamericani si fa ancora ampio uso di antibiotici, promotori della crescita, e pesticidi vietati da anni nell’UE. A supporto di questa tesi, Coldiretti cita un’analisi su dati Rasff, secondo cui nei primi nove mesi del 2025 si sono verificati 130 allarmi alimentari legati a prodotti importati dal Mercosur, con oltre un terzo di questi riguardante la carne. Coldiretti e Filiera Italia si oppongono inoltre all’idea di utilizzare i fondi della riserva di crisi della Pac per compensare i potenziali danni economici causati dall’accordo.

Anche Greenpeace Italia si unisce al coro delle critiche. L’organizzazione ambientalista definisce l’accordo un rischio per l’agricoltura europea, i popoli indigeni e le comunità contadine del Mercosur, e denuncia il rischio di una grave compromissione di ecosistemi vitali come la Foresta Amazzonica. Secondo Greenpeace, l’accordo favorirebbe massicce importazioni di carne prodotta con metodi non conformi agli standard europei e proveniente da aree ad alto rischio di deforestazione, legittimando un modello produttivo insostenibile. L’associazione ambientalista invita il Governo italiano a opporsi con forza, in favore di un investimento sull’agroecologia.

Leggi anche Agricoltura italiana, cresce volume di produzione e valore aggiunto


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.