caro bollette
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Via libera del CdM al decreto Sostegni e Bollette, in merito, nella bozza del dl “per ridurre gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico”, Arera “provvede ad annullare, per il primo trimestre 2022, con decorrenza dal 1° gennaio 2022, le aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW”, come riportato da Ansa. Gli oneri per l’intervento ammontano a 1,2 miliardi per il 2022, la cui copertura: “si provvede mediante corrispondente utilizzo di quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2”. Nel caso in cui, “i versamenti mensili risultino inferiori al fabbisogno di cassa” della Cassa per i servizi energetici e ambientali, il Tesoro potrà autorizzare “il ricorso ad anticipazioni della tesoreria statale da estinguere entro il 31 dicembre 2022”.

Alle imprese energivore “che hanno subìto un incremento del costo per KWh superiore al 30% relativo allo stesso periodo del 2019, viene riconosciuto un credito di imposta, pari al 20% delle spese sostenute” per l’energia.

Previsto anche un meccanismo di compensazione dei prezzi dell’energia prodotta da impianti rinnovabili, in modo da alleggerire la parte relativa agli oneri di sistema sulle bollette. Il Gse (Gestore dei servizi energetici) calcolerà un prezzo di riferimento in base alla media dei prezzi zonali orari da quando gli impianti sono entrati in esercizio alla fine del 2020, che saranno rivalutati sulla base dell’inflazione. Dopo aver calcolato la differenza tra i prezzi medi dell’energia prodotta fino al 2020 e i prezzi attuali, il Gse trasferirà l’importo al produttore o gli richiederà l’importo corrispondente. Pertanto, i produttori dovranno versare al Gse eventuali extraprofitti, oppure incasseranno le cifre nel caso in cui la differenza sia negativa.

La bozza parla anche di un intervento per accelerare l’iter autorizzativo degli impianti rinnovabili e contemplerebbe un articolo “Riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi”, di cui manca il contenuto, nel quale, secondo fonti citate dalle agenzie di stampa, si parlerebbe di circa 100 milioni.

La posizione delle imprese

Da più parti sono giunte le osservazioni e richieste alla vigilia del Consiglio dei Ministri, per chiedere sostegno al Governo sul caro-bollette, una voce nel bilancio delle famiglie e delle imprese divenuta oramai insostenibile.

Così dichiara Faib Confesercenti (Federazione autonoma italiana benzinai): “La distribuzione carburanti è una categoria merceologica tra le più energivore e sulla quale peseranno molto i rincari energetici, che si stima possano incidere sulle tasche dei benzinai per ulteriori 105 milioni l’anno: si passerebbe, sostanzialmente da una spesa di circa 185 milioni di euro a 290 milioni l’anno. Nei fatti un’attività di distribuzione carburanti media con una potenza impegnata di 30 kW, con consumi di 61.500 kWh annui, è passata da una bolletta di gennaio 2021 di €1.068 ad una bolletta di dicembre 2021 di € 2.511, registrando un +135%”.

Inoltre, è da considerare anche l’aumento dei costi dei prodotti petroliferi, che rappresentano per i benzinai un ulteriore aggravio finanziario per l’acquisto dei prodotti in esclusiva dai fornitori, che fissano i prezzi massimi di vendita, influendo sul decremento degli erogati al cui pro-litro è legata la remunerazione dei gestori.

Confagricoltura sottolinea come il costo delle bollette energetiche delle aziende agricole a fine 2021 è stato del 120% rispetto all’inizio dello stesso anno. Per il gas, l’aumento si registrerà in maniera significativa nel 2022, ma intanto il costo del metano è quasi triplicato.

A ciò si aggiungono i rincari delle materie prime, come i fertilizzanti, che sono aumentati del 150% in soli sei mesi. Gli effetti di questi aumenti si sentiranno sull’intera filiera agroalimentare. Inoltre, gli imprenditori del florovivaismo stanno abbandonando le colture in serra con il riscaldamento delle stesse. Analoga situazione per l’orticoltura e le primizie in serra, per le quali si assiste ad un ritorno alla coltivazione degli ortaggi a freddo. Altri settori agricoli esposti sono gli allevamenti, le essicazioni di cereali e le filiere di trasformazione.
“Un maggiore impulso alle energie rinnovabili avrebbe attenuato gli effetti dei rincari delle bollette. Potenziare ed accelerare gli interventi per l’installazione di rinnovabili nelle imprese agricole, dichiara Confagricoltura, è quanto mai necessario oggi, a partire dall’autoconsumo e con particolare attenzione alle aziende che hanno maggiori consumi di elettricità e gas”.

Su questo, ovviamente d’accordo Italia Solare, che chiede una soluzione che non penalizzi il settore delle rinnovabili a vantaggio dei combustibili fossili. Inoltre, sulle misure per ridurre le bollette afferma: “Solo una volta che sono stati fatti calcoli precisi si può capire la strategia da adottare e come intervenire. Se servono 20 o 30 miliardi non si può perdere tempo a parlare di extraprofitti, ma è necessario prevedere un fondo straordinario di supporto a famiglie e imprese per sopravvivere nel 2022 e in parallelo adottare un piano efficace per svincolarsi dal gas”, commenta Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare. “A nostro giudizio, sostiene l’associazione, in nessun modo si dovrebbe ricorrere a interventi tali da alterare il funzionamento del mercato e soprattutto i rapporti tra i soggetti dell’intera filiera. In particolare, nel caso dell’energia elettrica, non riteniamo possibile l’introduzione o il rafforzamento di forme di ritiro amministrato dell’energia a opera di soggetti istituzionali, che dovrebbero semmai essere incaricati di fornire opportune garanzie agli operatori di settore a sostegno dell’efficiente funzionamento del mercato”.

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